«Presepe a scuola è nostra cultura, a chi non sta bene può espatriare»

Rizzotto (Zaia Presidente): «Qui siamo in Italia e le nostre tradizioni non vanno cancellate quasi fossero una macchia di cui vergognarsi»

«Ogni anno, a Natale, è sempre la stessa pantomima: qualche fenomeno che decide di togliere alberi di Natale e presepi dalle scuole, vietare le recite scolastiche a tema, in nome della sensibilità e di un finto perbenismo che fanno comodo solo alla sinistra ed ai radical chic che non sanno più cos’altro inventarsi per passare le 24 ore delle loro tristi e vuote giornate. E intanto perdiamo per strada pezzi imprescindibili delle nostre radici, della nostra storia e della nostra tradizione. Le scuole dovrebbero insegnare e raccontare a tutti, tutte le tradizioni culturali di ogni Paese, invece di cancellarle con un colpo di spugna quasi fossero una macchia di cui vergognarsi».

È il commento che la capogruppo Silvia Rizzotto (Zaia Presidente) affida a una nota in merito alla decisione presa all’Istituto elementare Zerman di Mogliano Veneto: vietare il presepe di Natale, per rispetto verso i bambini stranieri frequentanti il plesso scolastico. «Qui stiamo parlando del presepe, un simbolo di pace e unità universale, che affonda le sue radici nella nostra storia e nella memoria di tutta la società italiana. E, visto che qui siamo in Italia e, visto che le famiglie che emigrano verso il nostro Paese sanno bene che stanno lasciando la loro terra per la nostra, vanno illustrate loro le nostre usanze. A scuola, poi, si devono usare queste consuetudini come fossero il collante tra i vari bambini; in questo caso, invece, gli insegnanti, i dirigenti, chiunque di questi adulti di ruolo abbia deciso per impedire ai piccoli di realizzare il presepe, sta creando divisione, disprezzo, razzismo e disintegrazione. Non si devono permettere di far diventare i piccoli studenti, il “danno collaterale” delle loro battaglie politiche e delle loro sterili polemiche».

«Ovviamente saltiamo direttamente a piè pari il capitolo “Ministro dell’Istruzione Fioramonti” – conclude la capogruppo Rizzotto – e passiamo oltre; non si può chiedere a un rappresentante delle Istituzioni che si dedica a giustificare gli scioperi degli studenti e che auspica di eliminare definitivamente i crocefissi dalle aule scolastiche, di intervenire con il pugno di ferro su queste cose. Non pervenuto. Un accorato e spontaneo appello, però, lo faccio: per tutte le famiglie straniere che non apprezzano la nostra storia e per tutti coloro che si travestono da paladini dell’antirazzismo, da sardine, da gretini o da terzomondisti 4.0, gli aeroporti sono tanti e ben distribuiti; di voli capienti per espatriare dall’Italia e liberarci della vostra presenza ce n’è per ogni meta. Facciamo volentieri a meno delle vostre dittatoriali imposizioni».