«Io, veneziano, ho sempre votato no al referendum. Stavolta voto sì»

La lettera di Luca che è nato a Venezia lavora a Mestre e ama Marghera. «Voglio avere ancora una speranza»

Pubblichiamo la lettera inviata dal gruppo 25 Aprile di Luca, nato a Venezia lavora a Mestre e ama Marghera, sul referendum di separazione.

Ciao,
ho 60 anni e vivo a Venezia, dove sono nato. Da 15 anni lavoro a Mestre. E amo Marghera. Non lo so perché la amo. È nel DNA. Mio padre mi parlava spesso di Marghera. Mio nonno ci lavorava come falegname dopo che mia nonna lo aveva iscritto al Partito Fascista. Prima non poteva lavorare e lei non sapeva come sfamare i loro 7 figli. Da quel giorno lui non le parlò più fino alla morte. Mi veniva descritto come “l’esilio”. Qualche domenica mi ci portava a passeggiare in mezzo al verde. Con la mozzarella finale in piazza Mercato.

Lui diceva che “Marghera è il settimo sestiere”, “di certo è più Venezia del Lido”. Pensa se lo avessero fatto! Il 7mo Sestiere. Mio nonno e mio padre erano socialisti. Mio padre fino all’arrivo di Craxi. Io Comunista. Comunista di Berlinguer. E amavo il sindacato di Di Vittorio e di Lama. E questo con tutti gli errori commessi, ma ho sempre pensato che il PCI e la DC hanno creato una coesione sociale forte in questo paese. Si aveva riguardo e rispetto per gli “ultimi”. E li si aiutava.

Possiamo affermare senza paura di sbagliare che sia a Venezia, sia a Marghera che a Mestre, 30 anni fa si viveva meglio. E questo a prescindere dalla nostra condizione economica individuale. Esisteva la coesione sociale. La cultura era in ogni luogo. Teatri amatoriali; ragazzi che avevano piccoli complessi; cinema diffusi. E avevamo i negozi sotto casa. Se siamo sinceri con noi stessi, dobbiamo ammettere che per 30 anni abbiamo avuto una classe politica incompetente. Che ha governato senza un progetto, senza idee, ma, soprattutto senza ascoltare i bisogni della popolazione. Riducendo sempre più l’aiuto sociale e disgregando la comunità.

Son convinto che Marghera abbia avuto delle parentesi felici con amministratori locali che erano superiori alla media. Adesso hanno chiamato uno di Mogliano per celebrare il funerale. Non solo di Venezia. Ma anche di Marghera e Mestre. Adesso abbiamo di nuovo il referendum. Io ho sempre votato no. Questa volta voto sì. Voto Sì perché voglio avere ancora una speranza.

Stefano, nato a Venezia lavora a Mestre e ama Marghera

(ph: shutterstock)