Vicenza, Berengo: «Berlato vigili su Aim o me ne vado dal gruppo FdI»

Il consigliere comunale che aveva lasciato la lista Rucco per aggiungersi alla pattuglia di Fratelli d’Italia dopo il caso Dotto: «era garanzia di trasparenza, la sostengo. Dopo un anno e mezzo la città é ferma»

«Le parole di Isabella Dotto sono state la miccia per parlare su alcune questioni riguardanti la posizione di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, soprattutto sulla questione Aim. E ora vi dico tutto».

Andrea Berengo, imprenditore della Nordor, eletto in consiglio comunale a Vicenza nel giugno scorso nella lista del candidato sindaco Francesco Rucco e passato in Fratelli d’Italia appena quattro mesi dopo, é da tempo critico verso l’amministrazione di centrodestra del capoluogo berico.

«Conosco la Dotto sia come politico, sia come persona: la sua presenza in giunta, garanzia di trasparenza, è stato uno dei due motivi che mi ha convinto a cambiare gruppo consiliare. Non conosco i termini degli esposti nel dettaglio ma sono certo che ha le sue ragioni, non dimentichiamo che è un magistrato, e la sostengo. Il fatto che il sindaco abbia deciso di “defenestrarla” per me è stata un’ulteriore conferma della correttezza della mia decisione. Ma anche un segnale che qualcosa non andava nemmeno in Fratelli d’Italia, che ha, di fatto, avallato questa decisione, accettando un accordo di scambio di poltrone».

Non usa certo mezzi termini Berengo, che ribadisce che il suo atteggiamento nei confronti di Rucco non è dovuto alla delusione patita per la mancata assegnazione dell’assessorato allo Sport, conferito al leghista Matteo Celebron: «In occasione del primo rimpasto, a giugno, il sindaco venne da me di persona chiedendomi se fossi interessato e ho detto no. Questo per sentirmi svincolato su questioni che ritengo ben più importanti».

Il nodo chiave per lui si chiama Aim, anzi il rapporto Lega-Aim con la prospettiva di aggregazione con la veronese Agsm e la milanese A2A: «Al momento del mio ingresso in Fratelli d’Italia, Sergio Berlato mi aveva garantito la massima vigilanza sull’andamento del progetto di business per la municipalizzata. Invece ci troviamo in una coltre di nebbia fitta in cui non solo non capisce quale sia il progetto, ma si può solo intuire, ma mi sono trovato di fronte anche a manovre oscurantiste da parte del gruppo consiliare del sindaco. Sarò chiaro: l’assessore Simona Siotto, nel corso di una commissione, mi aveva detto di non sapere se ci sarebbe stato un consiglio di amministrazione o un amministratore unico, mentre a distanza di poche ore venne nominato Gianfranco Vivian, evidentemente in quota Lega. E non è tutto: in quell’occasione mi fu anche intimato di non fare ulteriori interventi».

Il timore di Berengo è che il patrimonio cittadino venga sacrificato in nome di un patto con il Carroccio per la fusione a tre, che include l’inceneritore di Brescia di A2A: un fiume di denaro. «A Vicenza non abbiamo mai avuto il problema della spazzatura: come mai adesso è un’emergenza?», si chiede il consigliere, che lancia un ultimatum a Berlato: «Se, come mi è stato promesso, Fratelli d’Italia non svolgerà quel ruolo di garanzia e trasparenza, sono pronto a lasciare il gruppo».

I toni sono più simili a quelli di un consigliere di opposizione che di maggioranza: «Cosa ha fatto questa giunta in un anno e mezzo? E’ chiaro a me come a tutti i cittadini che continuano a scrivermi e contattarmi: assolutamente nulla, se non peggio». Stoccata finale all’assessore Celebron, commissario provinciale della Lega: «E’ riuscito addirittura a far peggio del suo predecessore. Le auto a Vicenza sono ferme. Lo sport? Fermo anche quello. La scelta di Rucco di appoggiarsi così tanto a lui è, diciamo, inspiegabile…».