Lorenzoni alle regionali? Grossa crisi a Padova

Il vicesindaco troverebbe un posto politicamente comodo e sicuro in Regione. Ma l’uscita scatenerebbe gli appetiti incrociati nel centrosinistra del capoluogo

«Lorenzoni può essere un buon candidato, anche se contro Zaia è una lotta impari». Così qualche giorno fa in televisione si è espresso il sindaco di Padova, Sergio Giordani, a proposito del suo vice. L’uscita ha colto di sorpresa lo stesso Lorenzoni, che, inondato da telefonate di congratulazione, ha dovuto specificare, in un post su Facebook, che non è candidato a nulla.

Che il nome del vicesindaco di Padova sia nella line-up del centrosinistra per affrontare la sfida a Zaia é ormai notizia che circola da settimane. Il perché invece dell’esternazione pubblica di Giordani non è ancora chiaro. I maligni hanno ipotizzato che l’endorsement nasconda una “polpetta avvelenata”, costringendo Lorenzoni a uscire allo scoperto, ufficializzando se voglia o non voglia levare le tende dalla giunta patavina. In realtà, pare che non sia stata una mossa strategica, ma solo una frase estemporanea di un Giordani momentaneamente fuori dal controllo radar del sindaco-ombra, il portavoce Massimo Bettin.

Dietrologie a parte, razionalmente è un po’ difficile capire come ci si possa entusiasmare a fare l’agnello sacrificale in una sfida in cui la sconfitta è certa, al massimo con l’ambizione di fare meglio, e non ci vuole molto, del pessimo risultato di Alessandra Moretti e il suo miserissimo 22% raccattato nel 2015.

Ma Lorenzoni non si illude di battere Zaia: sa invece che candidandosi ed entrando di sicuro in consiglio regionale da candidato governatore uscirebbe in modo elegante da Palazzo Moroni, lasciandosi alle spealle le beghe cittadine a cui più volte ha dimostrato una solida allergia.  Nella nuova vita a Venezia godrebbe degli agi di Palazzo Ferro Fini, in comoda una poltrona da consigliere di opposizione, da dove potrà tracciare magniloquenti idee e sfornare comunicati a getto continuo senza troppa fatica.

Una fase delicata, però, si aprirebbe in Comune E’ pur vero che qualcuno ordinerebbe ostriche e champagne per festeggiare la sua uscita, ma è altrettanto vero che i conseguenti scossoni farebbero tremare la maggioranza. Chi prenderebbe il posto di vicesindaco e le importanti deleghe alla mobilità e all’urbanistica? I nomi sono già circolati: l’ambizioso Diego Bonavina (area Giordani), oppure Chiara Gallani, la giovane rampante di Coalizione Civica. L’effetto domino scatenerebbe malumori e scontento. Ancora meno gradita l’altra ipotesi, ovvero il rimpiazzo da parte di un esterno che, giocoforza di area lorenzoniana, emergerebbe dall’ombra: sarebbe l’ennesimo rospo da ingoiare da parte dell’area moderata giordaniana.

Fuori lui, aprirebbe un risiko con nuovi equilibri da ricercare, senza un interlocutore che riesca a fare sintesi del mondo lorenzoniano. Ognuno si sentirebbe legittimato a chiedere il tutto ed il contrario di tutto, facendo saltare i nervi persino al Pd.