Magro bottino per le squadre venete

Tra Serie A e B solo un punto per Hellas, Chievo, Venezia, e Cittadella. In C il Padova frena e ride solo il Vicenza. Ma quanta fatica

Per l’Hellas la terza sconfitta al Bentegodi. Contro una Roma che si dimostra superiore solo nelle individualità ma non nel gioco. 3-1 è un risultato senz’altro troppo sfavorevole per i gialloblu, tant’è che non ci sarebbe stato nulla da ridire su un pareggio. Stavolta però è la seconda miglior difesa del campionato a perder colpi: i primi due gol dei giallorossi comportano infatti la complicità di Rrhamani e Gunter. Ivan Juric comunque merita un bravo perché l’Hellas è competitivo contro avversari di rango superiore e di maggiore qualità. E ciò non ostante debba ancora rinunciare a due giocatori importanti: il regista Veloso, recuperato dall’infortunio che l’ha tenuto fuori per un paio di gare, entra solo a metà ripresa e il difensore centrale Kumbulla nemmeno è in panchina. Nel centrocampo veronese a 4 anche in questa occasione sono bravissimi i due esterni Darko Lazovic e Davide Faraoni. Juric inventa un attacco duttile e che non dà riferimenti ai difensori romani: Verre e Zaccagni e, davanti, Di Carmine. Nessuno dei tre va in gol ma tutti lavorano per le entrate a rimorchio dei compagni. Non per niente il gol veronese lo firma Faraoni, a cui il VAR nega poco dopo il raddoppio. L’andazzo stagionale dell’Hellas sembra proprio questo: sconfitte immeritate (vedi Milan, Juventus e, stavolta, Roma) e comunque una salvezza che al momento non sembra debba essere sofferta.

Non è stata una giornata memorabile per le tre venete di Serie B: in tutto appena un punto, quello portato a casa dal Cittadella dalla trasferta a Crotone. L’1-1 permette ai padovani di restare sul podio in compagnia proprio dei calabresi e di allungare la striscia positiva a 6 giornate, anche se il dettaglio evidenzia che ci sono stati più pareggi (4) che vittorie (2) e che si fa tanta fatica a segnare: l’1-0 con il Pisa, due settimane fa, è arrivato a un quarto d’ora dal temine e su rigore, il pareggio a Crotone all’87’.

Il Venezia non fa propriamente un figurone a Sant’Elena contro il capolista Benevento, allenato dall’ancora amatissimo Pippo Inzaghi che, nei due anni di panchina in laguna, ha riportato i neroverdi in Serie B. Non c’è storia nel confronto, troppo forte il Benevento. Sembra quasi che non voglia infierire, che voglia risparmiare ai neroverdi un passivo più mortificante del 2-0 finale. Inzaghi non esulta dopo le marcature dei suoi e, alla fine, è applaudito dal suo vecchio pubblico.

Il risultato che non ti aspetti è la sconfitta del Chievo a Trapani, ultimo in classifica anche se rilanciato (si fa per dire…) dal precedente successo sull’altra maglia nera Livorno. I siciliani vincono di misura (1-0) e ottengono la prima vittoria in casa, la squadra guidata da Michele Marcolini invece incappa nella seconda sconfitta esterna consecutiva confermando una certa difficoltà fuori casa (ultima vittoria il 5 ottobre a Livorno),

Serie C. Fussball Club SüdTirol-LR Vicenza Virtus. Bolzano, stadio Druso (intitolato, niente meno, che a Nerone Claudio Druso Germanico, fratello minore di  Tiberio e padre di Claudio, imperatori romani). La partita del secolo, la sfida per la vittoria del campionato. Piano: match sicuramente importante quando ne mancano solo tre alla fine dell’andata e pure significativo per la definizione delle gerarchie del girone B. Ma decisivo o definitivo, proprio no. Media e tifoserie ci si sono buttati sopra enfatizzandolo in evento, in realtà era solo uno dei tanti faccia a faccia fra le migliori di questo equilibrato campionato. Vicentini primi, altoatesini secondi a -4 in compagnia di Carpi e Padova. Ma il podio cambia spesso in questo girone, le prime 5 stanno nello spazio di 7 punti. Mica come in quello A dove il Monza viaggia già a +9 sulla seconda. Ha vinto la squadra allenata da Mimmo Di Carlo, che il risultato lo fa sempre, in un modo o nell’altro, e a cui da un po’ di tempo butta sempre bene. Però il primo tempo si chiude sullo 0-0 perché i bolzanesi non riescono a mettere nel sacco, un paio di volte anche per merito del portiere biancorosso, una delle tante occasioni che meritatamente producono. Nella ripresa l’allenatore vicentino fa la mossa che già in altre occasioni gli ha garantito il successo: cambia modulo e dal 4-3-1-2 (che mette in inferiorità il centrocampo rispetto a quello avversario) passa al 4-4-2. E l’inerzia del match cambia. Verrebbe da chiedersi perché Di Carlo insista nel proporre all’inizio quel modulo, che spesso non funziona, per poi cambiare in corsa. Nessuno glielo chiede anche perché le vittorie e il primato mettono in secondo piano le critiche.

L’1-0 con cui il Lane sbanca il Druso non è sufficiente ad aumentare il vantaggio (il Carpi si mantiene in scia) ma almeno ad allungare sul SüdTirol e sul Padova. I biancoscudati infatti non riescono a far meglio di uno 0-0 sul campo di un Gubbio che non vince una partita da tre giornate e vivacchia ai limiti della zona playout. Dopo il successo in trasferta nel derby con il Vicenza, un mese fa, la squadra allenata da Sasà Sullo non è più quella che aveva tenuto la testa per i primi 11 turni e oggi fa fatica anche contro avversari modesti. Manca il goleador ma le partite si vincono con i gol: nelle ultime 5, compresa la Coppa Italia, il Padova ne ha fatti appena 2.

Arzichiampo e Virtus Verona sono state per alcune stagioni avversarie in Serie D e concorrenti nella corsa promozione. I veronesi ci sono arrivati con un anno di anticipo rispetto ai vicentini ma si sono ritrovati entrambi in questa stagione fra i professionisti. Il confronto si era riproposto già all’inizio, in Coppa Italia, e la Virtus aveva eliminato l’Arzi. In campionato il derby è finito 1-1, la squadra gialloceleste nemmeno stavolta è riuscita ad approfittare del fattore campo (tutto da dimostrare che esista, nel caso) e a centrare i primi 3 punti al Menti. Alberto Colombo temeva giustamente l’ex Raphael Odogwu ma l’attaccante di Gigi Fresco si è dimenticato come si fa gol e non segna da 650’. Si fa perdonare firmando l’assist per il gol di Magrassi.

(Ph. Instagram – Hellas Verona FC)