Consulenti in… evasione fiscale: fatture false per 1 milione

Coinvolte 10 società operanti nelle province di Bergamo, Milano, Pavia e Vicenza nei settori delle pulizie generali di edifici, agenzia di recupero crediti, recupero per il riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse, altri lavori di costruzione ed installazione e rimozione di elementi di amianto per l’edilizia

Nei giorni scorsi, i militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Vicenza hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il locale Tribunale, cautelando risorse finanziarie in capo a due amministratori “di fatto” di altrettante società di capitali con sede a Milano operanti, rispettivamente, nel settore del commercio all’ingrosso di macchine ed attrezzature per ufficio ed in quello dei servizi di supporto alle imprese.

Le indagini

In particolare, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vicenza, nel corso di una investigazione delegata dalla locale Procura della Repubblica a contrasto dei reati societari e fallimentari in danno di una società vicentina operante nel settore del riciclo di rifiuti solidi e biomasse, hanno individuato altresì un sistema di frode fiscale realizzato attraverso l’emissione, negli anni d’imposta dal 2015 al 2019, di numerose fatture per operazioni economiche inesistenti da parte delle suddette imprese milanesi, qualificate come “cartiere”, nei confronti di 10 società operanti nelle province di Bergamo, Milano, Pavia e Vicenza nei settori delle pulizie generali di edifici, agenzia di recupero crediti, recupero per il riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse, altri lavori di costruzione ed installazione e rimozione di elementi di amianto per l’edilizia, relative a prestazioni di consulenza mai effettuate per l’importo complessivo di oltre 990.000 euro.

I “consulenti”

All’esito del nuovo filone di indagini svolte, in capo ai due amministratori “di fatto” delle suddette imprese “cartiere”, G.R., quarantatreenne, e Q.M., sessantanovenne, entrambi residenti in provincia di Pavia, è stato quantificato un illecito provento derivante dal reato di “Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti” per l’importo di oltre 174.000 euro.
La ricostruzione investigativa effettuata dai finanzieri, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vicenza, è stata valutata pienamente attendibile dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale che, condividendo la prospettazione accusatoria, ha dunque emesso un Decreto di sequestro preventivo per l’importo sopra indicato, provvedimento magistratuale che è stato eseguito sottoponendo a vincolo liquidità presenti su un conto corrente bancario e prodotti assicurativi, nonché la quota di un immobile ubicato in provincia di Pavia, di proprietà di uno degli indagati.

L’operazione in questione, che si inquadra nella costante azione di contrasto alle frodi fiscali, è stata sviluppata in modo trasversale facendo leva sulle peculiari funzioni di polizia economico-finanziaria del Corpo ed è stata condotta nella prospettiva di assicurare all’Erario e alla giustizia, attraverso il sequestro preventivo eseguito, l’apprensione a vantaggio dello Stato dei beni suscettibili di confisca.

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