Fondazione Roi, era ora: sì da Regione Veneto a causa contro Zonin

Via libera all’azione di responsabilità: coinvolti tutti i cda fino al 2015. Ora Vicenza dedichi una via al benefattore

Deo gratias. Anzi: grazie, Paola Marini (in foto). E Luca Zaia. La Regione ha finalmente rotto gli indugi: la Fondazione Roi, ente mecenatistico lasciato in eredità dal marchese Boso Roi per finanziare le attività museali e culturali di Vicenza, ha ottenuto il via libera chiesto a maggio per agire in sede civile contro Gianni Zonin, che l’ha presieduta dal 2009 all’estate 2015, e i consigli d’amministrazione che si sono succeduti in quel lasso di tempo, e persino i collegi sindacali che evidentemente non avrebbero sindacato come dovevano. L’attuale vertice aveva chiesto l’assenso a Venezia per un’azione di responsabilità per i danni, quantificati secondo lo studio Gitti&Partners in 23 milioni di euro, derivati dagli investimenti fatti in azioni della Banca Popolare di Vicenza (nel vecchio statuto della Roi era designata come reggitrice con il potere di formare i board).

Come ha scritto Gian Maria Collicelli del Corriere del Veneto di oggi, la luce verde dalla Regione si é tradotta in una delibera regionale, in base alla funzione di controllo dell’ente, guidato dal leghista Luca Zaia, sulle fondazioni. Ci sarebbe il problema calcolo esatto del risarcimento: anche dopo aver accettato la proposta di transazione nel 2017 da parte della Banca Popolare fallita, che ha fatto recuperare 5 milioni di euro (uno dei pochi risultati portati a termine dal predecessore della Marini, l’insigne politologo Ilvo Diamanti), l’ammontare della perdita equivalente alle quote bancarie azzerate dal crac era superiore. Non di molto, ma comunque superiore.

Ma ora non ci sono più scuse: la onlus benefica che tante benemerenze addusse ai vicentini (a volte anche deragliando: Museo Diocesano e Festival Biblico non c’entrano molto, con la mission originaria) deve procedere senza ulteriori timori prudenziali – e per conto nostro, reverenziali – per indennizzo anzitutto morale, ma anche sostanziale, cioé economico. Lo si deve alla memoria del benefattore, che purtroppo non ebbe mano felice nel consegnare i suoi averi a chi ha amministrato la banca negli ultimi rovinosi anni. E lo si deve a Vicenza. A proposito: uno straccio di strada, a lui che se la merita davvero, gliela vogliamo intitolare, sindaco Rucco?

(ph. Imagoeconomica)