«Pfas, donne e bimbi a rischio: Regione smetta di far finta di niente»

La consigliera Guarda (CpV): «Maggioranza cieca e sorda a quattro anni di denunce. Con il nuovo studio del dottor Foresta cambierà qualcosa?»

«Vedremo se dopo esser stata cieca e sorda a quattro anni di denunce in Consiglio Veneto e sette di cittadinanza attiva, la Giunta leghista prenderà finalmente sul serio le conseguenze dei Pfas sulla fertilità femminile e sullo sviluppo dei bambini. Sappiamo che il dottor Foresta gode di maggiore stima in Regione e nell’intera comunità scientifica internazionale e perciò auspichiamo venga davvero ascoltato, o avremmo l’ennesima conferma dell’inconsistenza di questa maggioranza, assente sul versante della prevenzione alla salute e della responsabilità politica”. Con queste parole la consigliera Cristina Guarda (CpV) auspica un cambio di marcia della giunta Zaia dopo l’ultimo studio dell’equipe diretta dal professore dell’Università padovana, che ha portato, tra l’altro, a una nuova scoperta sull’infertilità femminile.

«Da tempo chiediamo un’azione davvero incisiva. Già dal 2016 in Consiglio proponevo il divieto di consumo di acqua inquinata per donne in gravidanza e bambini, prevedendo in loro supporto forniture straordinarie di acqua in bottiglia o priva di Pfas (sotto i 5 ng/l), come già vietò nel 2006 la Germania, e mi venne detto di no – ricostruisce Guarda -. Nel 2017 in Commissione straordinaria Pfas, l’avvocato Billot ci confermò che Dupont fin dagli anni 70 aveva documenti accertanti i danni causati dai Pfas a mamme e neonati. Ma ancora niente. Fino a qualche mese fa insieme ai medici Isde e altri professionisti, ho continuato a ribadire la necessità di sperimentare la Plasmaferesi con gruppi ben definiti di cittadini, in primis giovani donne che pianificano una maternità, per prevenire il trasferimento dei Pfas al bambino: non ricevemmo alcuna risposta. Stessa sorte per la richiesta di un’indagine epidemiologica su neonati e mamme delle zone rossa e arancio».

«Nonostante la sfilza di precedenti – sottolinea – “rischiamo” di trovarci a ringraziare ossequiosamente gli stessi che ci hanno consentito di avere o cercare di avere figli senza alcuna protezione dai Pfas. Come se anche noi fossimo stati ciechi per tutti questi anni».

(ph: shutterstock)