Il crac delle popolari venete in scena con il Teatro Stabile

Il Teatro Stabile del Veneto porta in scena il crac delle popolari venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, con lo spettacolo “Una banca popolare” dello scrittore e avvocato padovano Romolo Bugaro, al teatro Goldoni di Venezia dal 12 al 15 dicembre.

Personaggi e interpreti in ordine di apparizione
Mirko Artuso Gianni Pirovano, medico
Diego Ribon Alessandro Corsato, imprenditore
Sandra Toffolatti Deda Corsini, moglie di Corsato
Valerio Mazzucato Manuel Bevilacqua, imprenditore
Davide Sportelli Alberto Cremonesi, avvocato
Fabio Sartor Gianfranco Carrer, banchiere
Riccardo Gamba, il cameriere

Regia Alessandro Rossetto
Assistente alla regia Angela Gorini
Scene Alberto Nonnato
Costumi Marianna Peruzzo
Luci Paolo Pollo Rodighiero
Paesaggio sonoro Lorenzo Danesin
Montaggio video Alessandra Cernic

Direttore di scena Federico Rossi
Video / Audio Nicolò Pozzerle
Macchinista Roberto Rossetto
Sarta Silvana Galota
Realizzazione scene Keiko Shiraishi

Produzione Teatro Stabile del Veneto
In collaborazione con Jolefilm

L’autore

Oltre a essere uno degli scrittori che nell’ultimo ventennio hanno meglio raccontato il Nordest, Romolo Bugaro è anche un avvocato che conosce da vicino, per lavoro, le traiettorie di ascese e fallimenti nella nostra società. A lui il Teatro Stabile del Veneto ha dunque affidato il compito di portare sul palcoscenico una riflessione sul sistema bancario veneto e sulla sua crisi. Quella che un tempo era la locomotiva d’Italia ha assistito alla dissoluzione dei suoi più importanti istituti di credito, spazzati via da una serie di errori di gestione e inchieste giudiziarie. Un colpo molto duro per l’identità collettiva di una regione come il Veneto. Lo tsunami che ha investito famiglie e aziende è stato talmente distruttivo e violento da lasciare dietro di sé una desolazione senza fine. Per raccontarla l’autore affida al regista cinematografico Alessandro Rossetto, noto per “Piccola patria”, una trama che osserva la vicenda dalla parte dei “cattivi”: i signori della finanza, convinti di essere al di sopra della legge, e la schiera dei beneficiati, pronti a voltare le spalle agli ex potenti in disgrazia.