Come calcolare il consumo effettivo di gas con l’autolettura del contatore

L’autolettura del gas consente al cliente all’utente di ricevere dal proprio fornitore fatture sempre allineate con i consumi effettivi, evitando quindi bollette calcolate sulla base di consumi presunti. La società di vendita indica in bolletta la procedura da seguire e le tempistiche da rispettare per la comunicazione dell’autolettura, secondo quanto disposto dall’Autorità di settore (ARERA).

Come fare l’autolettura

Effettuare l’autolettura del gas è una procedura molto semplice. Oggi, grazie alle ultime disposizioni normative, i vecchi modelli di contatori analogici sono stati quasi del tutto sostituiti da apparecchiature di ultima generazione, nei quali display lcd mostra il dato relativo ai consumi. Il monitor restituisce un valore numerico in metri cubi, che rappresenta la quantità (volume) di gas erogata in totale; la cifra è composta da una parte intera e una parte decimale; l’unica parte da comunicare al proprio fornitore è quella che si trova a sinistra della virgola.

Il volume effettivo in metri cubi (mc) è calcolato come differenza tra l’autolettura comunicata e una precedente autolettura o una precedente lettura effettiva rilevata dal distributore; rappresenta la quantità di gas erogata nel periodo di tempo trascorso tra le due letture.

Il consumo fatturato è calcolato dalla società di vendita moltiplicando il volume erogato per un coefficiente di conversione (il coefficiente C), che converte i metri cubi registrati dal contatore in Standard metri cubi (Smc), considerando quindi il volume di gas in condizioni standard di temperatura e pressione. Il valore del coefficiente C è sempre indicato in bolletta.

Autolettura: comunicazione dei dati e tempistiche

Dopo aver effettuato la lettura del contatore del gas, è necessario comunicare il dato alla società fornitrice. Per farlo, sono sempre disponibili diversi strumenti, tutti elencati in bolletta. In generale, si può inserire il valore nell’area personale sul sito del fornitore; in alternativa, si può comunicare il dato al telefono o utilizzare, se disponibile, l’app dedicata. Sulla bolletta è sempre riportato l’intervallo temporale entro cui l’utente deve effettuare la rilevazione e, qualora vengano rispettate le tempistiche, prima di emettere la nuova fattura il fornitore utilizzerà il dato aggiornato per calcolare i consumi effettivi.

Errori nel processo di comunicazione

L’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, dispone che, nel momento in cui il cliente sceglie di effettuare l’autolettura del gas, il venditore è tenuto confermare la corretta ricezione del dato entro quattro giorni lavorativi. In caso di valore difforme, il venditore deve comunicare al cliente la mancata presa in carico, che in genere si verifica quando il dato ha un ordine di grandezza discordante dalle comunicazioni precedenti. Oggi, però, l’iter è spesso agevolato dai dispositivi teleletti, contatori di ultima generazione che rilevano le informazioni sui consumi e le inoltrano direttamente al fornitore in tempo reale.

Come vengono calcolati i consumi senza autolettura

Il venditore è tenuto a fatturare i consumi sulla base di letture rilevate, se disponibili. Due sono le modalità in cui questo avviene: con telelettura, nel caso di nuovi contatori elettronici, oppure attraverso un addetto che legge il dato (nel caso dei vecchi contatori analogici). Ogni mese il distributore comunica le letture alla società di vendita. Tra le letture rilevate si considera anche l’autolettura comunicata dal cliente qualora validata dal fornitore e dal distributore.

In mancanza di un dato effettivamente rilevato sul contatore per il periodo oggetto di fatturazione, il venditore procede a effettuare una stima dei consumi presunti. La stima si basa di norma sullo storico del consumo annuo, riproporzionato nel periodo in base alle caratteristiche tecniche della fornitura. Il dato tecnico più importante a tale riguardo è il profilo di prelievo standard, che tiene conto della categoria di utilizzo del gas (es. uso riscaldamento e/o uso cottura e acqua calda) e della zona climatica in cui è ubicata la fornitura del cliente. La società di vendita è tenuta a effettuare la migliore stima dei consumi presunti che, per definizione, possono anche non essere allineati ai reali consumi dell’utenza.

Impossibilità di comunicare i dati: cosa fare?

Alcune società di vendita permettono al cliente che non sia riuscito a comunicare in tempo il dato relativo all’ultima autolettura di richiedere, in ogni momento, una rettifica della fattura attraverso i mezzi messi a disposizione dalla società fornitrice. In seguito alla comunicazione, cui consegue la trasmissione del valore corretto dell’autolettura, viene emessa una nuova bolletta, i cui consumi sono allineati al valore effettivo. L’importo, in questo caso, viene calcolato scontando la differenza della bolletta precedente, in modo da adeguare le stime al dato reale.

In altri casi, invece, i clienti dovranno provvedere a comunicare la lettura nella prima finestra utile ed effettuare il conguaglio, sempre nella fattura seguente.

Il ruolo del distributore

L’ARERA segnala che il distributore è tenuto per legge a eseguire la lettura del contatore del gas, almeno una volta all’anno, in base ai metri cubi annui consumati dal cliente; qualora, per una serie di ragioni, non fosse possibile accedere al contatore, la procedura prevede di lasciare al cliente un avviso, riportante l’iter da seguire per comunicare i dati del consumo mediante autolettura.

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