Le Sardine non sanno di niente. Rivoglio i comunisti!

L’ultimo movimento più o meno di sinistra (ma non troppo) é il vuoto pneumatico. Che nostalgia per la politica con idee forti…

Il dramma della Sinistra italiana non è che sia di Destra: è che lo sa, e se ne vergogna. Ma mica tanto: solo un tantino, un niente, uno zinzino. E mica tutti, per carità. Anzi. I “capi” sono felicissimi di questa “conversione”, l’hanno astutamente e pervicacemente cercata e perseguita, ed ora che l’hanno raggiunta sono felici, perché finalmente possono fare i loro affari senza quella noiosa e fastidiosa Ombra di Banquo che erano falce&martello. Per capirsi: basta dire Matteo Renzi e ci siamo capiti, anche se quelli che sono rimasti nel Pd non sono certo meglio.

È da un pezzo che questa lamentevole storia va avanti. Da quando il compagno (ahaha) Occhetto decise di svendere al mercato ortofrutticolo il Partito Comunista Italiano (che, con tutti i suoi errori e i suoi difetti, qualcosa aveva pur fatto e ben meritato per la società italiana), ogni tanto succede di nuovo. Ogni tanto, una mattina, un militante di questa Sinistra (vedi sopra) si alza, va in bagno, si guarda allo specchio, si vergogna di se stesso e si chiede: ma io, che ci faccio qui? E gli viene il prurito, la fregola, la folle illusione di rifondare, di ricostruire, di ricominciare. Ma con juicio.

Oggi tocca alle sarde. Le sardine (venete). Fanno tenerezza, se non facessero tristezza. Pronipoti dei Fazzoletti Viola, nipoti dei Girotondi, fratelli di latte della gretina, le sarde (in saòr sono buonissime) rappresentano il Nulla assoluto, il vuoto pneumatico. E infatti, per affermare la loro insussistenza politica, ci hanno tenuto ad affermare che loro non sono né di Destra né di Sinistra (tradotto: non mi schiero, così nessuno potrà mai accusarmi per eventuali mie future cazzate) e che non intendono candidarsi (tradotto: non vorrei mai che mi prenda qualche responsabilità). Ma poi in realtà sono tutti contro Salvini, e forse sì, forse si candidano pure. Chissà.

Intanto che fanno? Manifestano. E basta. Cioè niente: girotondano, vanno in piazza (che è sempre divertente), portano un “messaggio gentile” (dai, non ridete), predicano una militanza nonviolenta (‘sticazzi, che originali). Indisturbati dall’Autorità, naturalmente, perché, in quanto inoffensivi e inutili, sono utili, utilissimi, praticamente dei diversivi di massa. Fino a quando? Fino a che non spariranno anche loro, come tutti coloro che li hanno preceduti, anche se questa volta è difficile riuscire ad immaginare qualcosa di più ectoplasmatico. La futura Sinistra (vedi sopra) ce lo dirà.

E io mi domando: i sarà mai, un giorno, qualcuno di quei militanti di cui sopra, che un giorno scenderà in piazza e griderà: IO-SONO-COMUNISTA? Uno solo, ne basterebbe uno, uno soltanto, per vedere se la dignità esiste ancora.

(ph: Shutterstock)