Diocesi Feltre-Belluno contro prete indipendentista, Asenblea Veneta lo difende

Fa ancora discutere la lettera inviata da don Floriano Pellegrini, prete della Val di Zoldo, al nuovo prefetto di Belluno. Il parroco esprimeva la sua posizione indipendentista auspicando che un giorno il governo di Roma non mandi più i suoi funzionari in Veneto, ma è stato criticato dalla Diocesi di Feltre-Belluno, il cui vescovo ha invece preso le difese del nuovo prefetto. A difendere don Floriano ci pensa invece in una nota l’associazione Asenblèa Veneta.

«Tale posizione è stata oggetto di rimprovero da parte del Vescovo S.E. Mons. Roberto Marangoni, Ordinario della Diocesi di Belluno-Feltre, al cui clero risulta ascritto Don Floriano, a pieno titolo e senza limitazione o sanzione canonica (pubblica) alcuna. Difatti, come emerge da un comunicato ufficiale del 6 dicembre 2019, la Diocesi prenderebbe le distanze dal tenore della missiva di Don Floriano, confermando rispetto e riverenza, nemmeno richiesti, per le autorità della Repubblica (italiana) – si legge nella nota -. Purtroppo il “comunicato” difetta di fondamento e pure di logica interna. Partendo da questa, la Diocesi si espone in termini malconci prima chiarendo di non volere entrare nel merito di convinzioni politiche e poi azzardando un giudizio indebito e qualificando tali posizioni come fossero “frutto di ricostruzioni ideologiche e sterilmente nostalgiche”. Risulta evidente la contraddizione e a noi basti solo rilevarla».

«Il comunicato difetta pure di fondamento – prosegue la nota –  visto che la Chiesa Cattolica non ha e non può avere (come insegnano il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1993, il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa del 2003 e la storia di almeno due millenni) preferenza di sorta per uno o altro ordinamento che si mostri rispettoso della “persona” e dei paradigmi si sussidiarietà, solidarietà e bene comune. Non è dato conoscere cosa alberghi nella mente “politica” dell’autore del Comunicato o del Vescovo Marangoni che l’ha autorizzato, ma confidiamo possa riconoscersi coerente con gli insegnamenti della Chiesa, anche se il difetto di logica interno già evidenziato non ci rassicura del tutto».

«Ad ogni buon conto a ogni veneto non deve preoccupare tale posizione “ufficiale” di una Chiesa prona al potente di turno, perché così è stato spesso nel corso della storia e, d’altra parte, perché la Chiesa sarà ugualmente prona e concorde nel momento in cui nel nostro territorio vi sarà un ordinamento diverso e maggiormente rispettoso del territorio e delle idee dei sacerdoti come Don Floriano – conclude la nota di Asenblèa veneta -. Ci auguriamo che tale momento giunga presto». (t.d.b.)

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