Medicina: morte rapper per epilessia, per Lice ‘rari i decessi improvvisi’

Roma, 9 dic. (Adnkronos Salute) – “La morte improvvisa e inaspettata in persone con epilessia, la Sudep (Sudden Unexplained Death in Epilepsy) è un evento molto raro, più frequente negli adulti, che globalmente interessa circa 50.000 casi l’anno a livello mondiale. Sono considerate maggiormente a rischio le persone che soffrono di forme di epilessia particolarmente farmacoresistenti, con crisi molto frequenti, ma in realtà essa può manifestarsi anche in giovani-adulti con un’epilessia abbastanza ben controllata”. Lo ricorda Oriano Mecarelli, presidente della Lega italiana contro l’epilessia (Lice), approfondendo la questione del rischio di mortalità nelle persone epilettiche, dopo la scomparsa del ventunenne rapper americano Juice Wrld che sarebbe avvenuta a causa di una crisi epilettica all’aeroporto di Chicago, come riportato dalla stampa.
“Come già avvenuto questa estate – continua il presidente Lice – con le notizie diffuse a seguito della scomparsa del giovane attore americano Cameron Boyce, in cui si parlava di decesso a causa di una crisi epilettica durante il sonno, intendiamo ribadire che è impossibile al momento conoscere i dettagli dell’accaduto e quindi dimostrare la veridicità di quanto diffuso dai media finora. Per non creare eccessivi allarmismi è bene quindi chiarire quale sia il rischio di mortalità nelle persone con epilessia”.
In effetti, “le persone con epilessia sono esposte a un lieve maggior rischio di mortalità rispetto a quelle senza epilessia, ma va innanzitutto sottolineato che le morti possono essere messe in relazione o con la malattia di base (malattie metaboliche geneticamente determinate, tumori cerebrali) o con incidenti dovuti alle crisi stesse come l’annegamento, il soffocamento da cibo inalato, i traumi cranici conseguenti a caduta ecc”.
“È segnalato inoltre – prosegue Mecarelli – anche un rischio leggermente aumentato di suicidio, spesso conseguenza della depressione e della discriminazione sociale. Menzione a parte per la già citata la Sudep (Sudden Unexplained Death in Epilepsy), i meccanismi che la determinano non sono a tutt’oggi ben conosciuti ma si ritiene che si tratti di un fenomeno conseguente ad alterazioni cardio-respiratorie secondarie alla crisi stessa. Sulla base di questi dati è intuibile l’importanza della corretta assunzione della terapia, per ottenere il miglior controllo possibile delle crisi. In tutti i casi l’epilettologo di riferimento – conclude – valuterà i rischi e concorderà con il paziente e/o i familiari le eventuali precauzioni da adottare per minimizzare il più possibile i rischi, cercando di interferire il meno possibile con la qualità di vita del paziente stesso”.

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