Serbia, all’asilo si studia il Veneto

«È un messaggio di amicizia che unisce due popoli ma anche di rispetto dei valori di una storia millenaria», spiega l’ambasciatore Nestorovic

Sabato 7 dicembre, ore 10. Il consigliere della Lista Zaia Stefano Valdegamberi si trova in una scuola materna della città di Cacak, di oltre centomila abitanti a 150 km a sud di Belgrado. La bandiera veneta viene innalzata insieme a quella serba sul pennone nel giardino e la cerimonia avviene alla presenza dei bambini della scuola che indossano una maglietta con disegnato un cuore al centro che unisce le bandiere veneta e serba. «È il simbolo dell’amicizia che unisce i due popoli – spiega Valdegamberi -. La stessa amicizia con il Veneto, la sua storia e cultura, di cui è ambasciatore Milo Nestorovic, serbo che per molti anni ha vissuto in Veneto, tra Verona e Treviso, e che ora, insieme alla moglie, gestisce tre scuole d’infanzia nella sua città d’origine».

«Il tutto nasce da un articolo su di un quotidiano Veneto – racconta Milo – nel quale si criticava il presidente Zaia per l’iniziativa di donare ad ogni nato una bandiera del Veneto. Mi sono indignato di questa reazione e ho pensato di organizzare con i bambini delle mie scuole una settimana di conoscenza del Veneto, della sua storia, della sua cultura, delle tradizioni. I bambini hanno così colorato le mascherine del Carnevale di Venezia, giocato con i simboli e monumenti caratteristici di ogni città veneta, ricomposto il puzzle delle provincie. È un messaggio non solo di amicizia tra i popoli che abbiamo voluto dare ma anche di rispetto dei valori di una storia millenaria del Veneto, rappresentati dalla bandiera con le effigie dell’Evangelista Marco».