Borsa Svizzera: raggiunto un nuovo massimo storico

Risultato completamente nuovo quello raggiunto dalla Borsa Svizzera nel primo quarto del mese di Novembre: dopo un Ottobre altalenante, con gli investitori indecisi circa la possibilità che il titolo riuscisse o meno a sfondare la linea di Resistenza, finalmente l’indice dei titoli guida, l’SMI, ha rotto ogni indugio.

Lo Swiss Market Index ha, infatti, superato la linea dei 10.200 punti e ha settato un nuovo record storico, portandosi a quota 10.337. Attualmente gli investitori si attendono una serie di onde correttive che, tuttavia, dovrebbero mantenere il titolo sopra la soglia dei 10.275,8.

Quali le prospettive future?

Le agenzie di rating e analisi finanziaria hanno impostato la linea di Supporto 1 a 10.275,8 e Supporto 2 a 10.242,3. Parimenti anche la linea di Resistenza 1 e Resistenza 2 hanno visto un ridimensionamento, con la prima a 10.339,9 e la seconda a 10.404.

Si tratta di un periodo di assestamento che il titolo dovrà necessariamente affrontare, per smaltire gli eccessi del medio periodo. L’indice della Borsa Svizzera, infatti, si prepara ad un’inversione di tendenza visto che i piccoli e momentanei rialzi che sta vedendo sono caratterizzati da bassi volumi e da una volatilità relativamente bassa.

Questi indicatori sul medio periodo segnalano che il trend dominante del titolo oramai si sia spostato definitivamente verso il ribasso. La fase “bear”, come direbbero gli analisti di Wall Street, dovrebbe rimbalzare sulla linea dei 10.242 per poi assistere ad una nuova inversione di tendenza e un ulteriore rialzo.

Nel frattempo i maggiori investitori sono in attesa che queste onde correttive si esauriscano per iniziare nuovamente a sfruttare proficuamente la prossima inversione di tendenza.

SMI: i titoli più influenti

I titoli protagonisti della recente impresa della Borsa Svizzera sono quelli che hanno maggior peso al suo interno: stavolta sono proprio i pesi massimi a trascinare con sé i valori dell’Indice.

L’indice, calcolato sulla base della ponderazione semplice della capitalizzazione fluttuante dei 20 titoli maggiori della Borsa Svizzera, infatti, vede in testa le seguenti aziende:

  • Nestlé, la multinazionale dell’alimentare, con una percentuale di incidenza del 23,5259%;
  • Novartis, colosso del settore farmaceutico, con una percentuale di incidenza del 16,9224%;
  • Roche, anch’essa nel settore farmaceutico, con una percentuale di incidenza del 13,7896%;
  • UBS, una delle maggiori banche svizzere, con una percentuale di incidenza del 7,2833%;
  • Credit Swisse, anch’essa tra le maggiori banche, con una percentuale di incidenza del 6,3805%;
  • ABB, settore energetico, con una percentuale di incidenza del 6,2574%;

La congiuntura del mercato si è presentata totalmente positiva dell’indice proprio in quanto ognuna di queste grosse società è stata interessata da tassi di crescita positiva nel medio periodo, tornando sopra la linea di demarcazione.

Se non si assiste a performance estremamente performanti da parte dei colossi difensivi, ma ad una crescita sostenuta che fa presumere l’inizio di una fase rialzista moderata e prolungata, stessa cosa non si può dire per il mercato del lusso e di quello bancario.

Tra i titoli difensivi: Nestlè ha chiuso con un positivo +0,15%, Novartis con un +0.06% e Roche con un altrettanto positivo +0.24%.

Prestazioni nettamente migliori quello del settore del lusso, con Richemont al +2,51% e Swatch al +1,00%. Si tratta di titoli che hanno sull’indice una incidenza rispettivamente del 2,8832% e del 1,3211%.

Il settore bancario chiude anch’esso generalmente in positivo, con UBS al +1,45% e Credit Swisse al +1,44%.

Poco performanti Swisscom (-0,15%) e Alcon (-0,02%), ma la loro incidenza sull’SMI è relativamente ridotta, rispettivamente del 1,0602% la prima e 0,6424% la seconda: si tratta, pertanto, di titoli a bassa incidenza che non hanno influito sensibilmente sull’andamento dell’indice in questo periodo.

(ph: shutterstock)

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