Donne e lavoro, il 51% degli italiani le vede solo come madri e mogli

Il governatore di Banca d’Italia Visco avverte: «La futura crescita del nostro Paese dipende dalla partecipazione femminile nel mondo del lavoro. Ad oggi siamo ultimi in Europa»

Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, durante il convegno “Gender Gaps in the italian economy and the role of public policy” ha dichiarato: «La ridotta partecipazione delle donne al mercato del lavoro ha importanti implicazioni per la crescita economica e se questa raggiungesse i livelli di quella maschile in ogni paese, ne conseguirebbe una notevole espansione del prodotto globale. Per il nostro Paese la crescita potenziale prevista per i prossimi anni dipende fortemente dalle ipotesi circa la partecipazione femminile, che ne risulta essere un motore fondamentale».

Nel mondo del lavoro, ha ricordato Visco, «il tasso di partecipazione femminile in Italia registrato nel 2018, pari al 56%, è il più basso tra i 28 paesi dell’Unione europea. Il divario rispetto alla partecipazione maschile, storicamente elevato, resta ampio anche nelle coorti più giovani: è a pari a circa 17 punti percentuali nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni, solo due punti in meno del differenziale osservato per il totale della popolazione in età lavorativa. Le donne guadagnano inoltre significativamente meno degli uomini e hanno maggiori difficoltà a raggiungere posizioni apicali sia nel settore privato sia in quello pubblico».

Inoltre in Italia «le donne sono le principali fornitrici dei servizi di cura e come tali sono ancora percepite. Secondo l’indagine dell’Eurobarometro su Gender Equality condotta nel 2017, nel nostro paese il 51% degli intervistati ritiene che il ruolo più importante della donna sia quello di accudire la famiglia e i figli. In Svezia – ha detto ancora – questa quota è pari ad appena l’11%. Non sorprende, quindi, che, rispetto alle donne degli altri paesi europei, le italiane siano molto più impegnate in famiglia nelle attività di cura piuttosto che nell’occupazione sul mercato del lavoro. Vale esattamente il contrario per gli uomini italiani, che risultano più assenti da casa e più presenti sul posto di lavoro», ha concluso Visco.

Fonte: Adnkronos

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