Mose: Brugnaro si aspetta trasparenza, Venezia la pretende

Sulle incrostazioni delle paratie si attendono controlli. Ma intanto la commissario Spitz non é operativa. E i buchi d’informazione restano lì

Ci perdonerà, gentile Elisabetta Spitz: abbiamo peccato di ottimismo e credevamo che la sua nomina a commissario del Mose fosse già stata formalizzata. Invece i tempi burocratici in Italia son quelli che sono, e dunque averla chiamata in causa per farsi sentire su quanto emerso nell’inchiesta delle Iene é stato uno slancio di generosità verso il suo (futuro) ruolo. La Spitz non solo non é ancora operativa, ma resta tutto da capire, come già scrivevamo tempo fa, come si districheranno i rispettivi perimetri d’azione suo, dei due commissari già attivi al Consorzio Venezia Nuova, di un altro ancora che dovrebbe arrivare e del nuovo Provveditore alle opere pubbliche, Cinzia Zincone. Ma questa é un’altra storia ancora.

Quella di oggi riguarda la trasparenza sulla sabbia che ricopre le paratie, le cui condizioni sono tutte da verificare. Il Provveditorato ne darà incarico al Consorzio Venezia Nuova: bene. Ma ci é voluto un servizio giornalistico per farsi venire il dubbio. Il che depone a favore dell’utilità della categoria, ma non del sistema di controlli e manutenzione della “grande opera”. Il sindaco Luigi Brugnaro, abile nella manovra avvolgente, al Gazzettino di oggi ha dichiarato serenamente di non aver visto il pezzo delle Iene, ma naturalmente di «pretendere trasparenza» e di aspettarsi «un cambio di passo in termini di collaborazione da parte di tutte le strutture responsabili della costruzione. Sono certo che la otterremo perché assieme alla stampa locale vogliamo informare, non episodicamente ma costantemente, la cittadinanza». Cittadinanza che si aspetta di vederlo piombare negli uffici del Consorzio Venezia Nuova se la attesa trasparenza non dovesse arrivare in tempi e modi accettabili.

Se poi il famoso 93% di Mose finito corrisponda alla percentuale di cantiere ultimato o di soldi pubblici sborsati, altra questione sollevata dalla “iena” Giulio Golia, a questo punto di grotteschi colpi di scena diventa quasi un fatto secondario: con tutto quel che c’era e continua ad esserci di sommerso nella vicenda Mose, scoprire che spesa e lavori non combacino non fa nemmeno più notizia.

(ph: Facebook Luigi Brugnaro)