«Pfas nell’acqua alle porte di Verona: perché no verifiche?»

La denuncia arriva dal consigliere regionale del M5S Brusco

“Quando si tratta di veleni nell’acqua dei rubinetti, tacciare di allarmismo chi chiede interventi immediati e magari liquidare come apprensione la giusta preoccupazione dei cittadini è davvero sconcertante, se proviene da un’amministrazione comunale”.

Sono le affermazioni del Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco che aggiunge: “Noi del M5S, non appena, oltre due anni fa, vennero trovate tracce di Pfas nei pozzi, abbiamo chiesto di considerare la cosa con la massima serietà. Anche se i parametri rientravano nei massimi consentiti, il fatto stesso che in ben tre pozzi fosse stata rilevata la presenza di Pfas era per noi motivo di preoccupazione. Voglio ricordare le interrogazioni e le richieste di informazioni che abbiamo protocollato. L’attuale sindaco di Pescantina, invece, ha pensato bene di minacciarci di denuncia. Non l’amministrazione comunale, ma noi insieme a comitati e associazioni di cittadini abbiamo interessato Acque Veronesi. Noi abbiamo dovuto andare a Roma e insistere affinché la regione finalmente si accollasse il compito di bonificare l’area sospetta, dove, è bene ricordarlo, i pozzi idrici sorgono a ridosso di vecchie discariche. Non vi è alcun pericolo, alcun motivo di allarme? Bene, vogliamo che a dircelo non siano gli amministratori locali, ma i risultati di uno studio epidemiologico. Perché non lo si vuole fare? Perché il Comune non ha ancora messo in bilancio uno stanziamento a tal fine? Non si fa politica sulla pelle dei cittadini e fare verifiche è un atto di trasparenza, non un attentato all’immagine dell’amministrazione di un Comune”.

“Richiederemo al più presto che venga riconvocato il cosiddetto tavolo ambientale – conclude Brusco – in cui le associazioni ambientaliste di Pescantina, come il MAV, il Comitato Dighe Adige o il Comitato della Cava Bardoline Alte possano esprimere le loro valutazioni e perplessità e far uscire un documento che ancora una volta chieda di intervenire”.