«Risse a Vicenza: il problema non sono i soldati Usa, ma l’alcol a pochi euro»

Naclerio (FdI), consigliere delegato alla sicurezza: «45 giorni di zona rossa una decisione presa dagli americani. Noi stiamo studiando le azioni da intraprendere»

Dopo l’ultima rissa scoppiata tra l’1 e il 2 dicembre che ha mandato in ospedale due giovani vicentini, per i soldati Usa che si dividono tra la Caserma Ederle e Del Din parte del centro storico di Vicenza è diventata zona rossa: per 45 giorni non potranno frequentare contrà Pescherie Vecchie e Piazza dei Signori se non per impegni di tipo istituzionale. Nicolò Naclerio, consigliere comunale di Fratelli d’Italia che dal 23 ottobre ha la delega a “progetti specifici sulla sicurezza ed efficientamento polizia locale”, spiega così la decisione: «Noi abbiamo solo sottoposto i fatti e i problemi che ci troviamo ad affrontare praticamente ogni weekend. Il divieto è un intervento fatto dagli americani e non da noi, sia chiaro. Noi non possiamo dirgli “non fate più venire qua i vostri soldati”».

Solo 45 giorni, però, sembrano una misura-tampone, poco più che simbolica.
Non so se il tempo sarà sufficiente, noi come già detto ci siamo limitati a esporre la situazione. Più di presentare il problema altro non potevamo fare. Da parte nostra in questi 45 giorni studieremo le azioni da intraprendere. Intanto con una selezione interna del comando della polizia locale abbiamo individuando due agenti che andranno ad aggiungersi agli altri due che già pattugliano in borghese le zone calde. Con l’ausilio delle videocamere già presenti in loco agiremo sia in contrasto allo spaccio e ai furti e sia alle risse muovendoci in maniera più mirata.

Le risse dei soldati Usa sono un problema ciclico, non trova?
Certo, sono vicende frequenti calcolando che non vengono nemmeno fuori tutte. Ma il problema non sono assolutamente i soldati Usa. E’ solo una fatalità che sia successo con gli americani ma poteva capitare benissimo anche a noi italiani. Il punto è che in quella zona si vanno a creare un insieme di fattori che portano a questi spiacevoli eventi. Per esempio so che ci sono locali che servono alcolici a pochi euro. Per risolvere il problema dobbiamo creare i presupposti per evitare che accadano queste cose. E comunque bisogna lavorare su tutto il centro e non solo in quelle zone specifiche.

Lei pensa sinceramente che sul fronte sicurezza in questo anno e mezzo di giunta Rucco i cittadini abbiano percepito una svolta?
Sicuramente c’è stata un’accelerazione su questo nervo scoperto che abbiamo ereditato dalla passata amministrazione. E non nego che abbiamo trovato una situazione davvero molto difficile. Dopo aver identificato tutte le aree cosiddette rosse ci stiamo lavorando. Per esempio io ho voluto fortemente un distaccamento della sede del comando di polizia locale proprio a Campo Marzo e grazie ai 100 mila euro stanziati a bilancio saremo presenti, oltre che con le pattuglie, anche con un presidio fisso. Spero sia operativo entro la fine dell’anno prossimo. Inoltre per la prima volta la città di Vicenza avrà il suo nucleo cinofilo: è stato approvato in consiglio comunale l’acquisto di un cane antidroga. Mi sto muovendo anche per dotare i nostri agenti del bastone estensibile per difendersi in caso di situazioni difficili come già accaduto nei mesi scorsi. Infine avremo un aumento del personale con 9 nuove assunzioni entro la primavera che daranno una boccata d’ossigeno.

A Campo Marzo lo spaccio è ancora ben presente e non sembra che il Comune abbia creato delle iniziative per permettere ai cittadini di riappropriarsi degli spazi cittadini.
Non è mia competenza parlarne, ci sono altri assessori che se ne occupano. Io devo andare a reprimere questa situazione che c’è a Campo Marzo. Poi ovvio che gli eventi e il sociale dovrebbero camminare a braccetto con la sicurezza. Fino ad ora non c’è stata questa sinergia? Io sono qui da un mese e sto già portando parecchie modifiche che non sono mai state prese in considerazione prima. Non metto in dubbio che il sociale dovrà mettere in campo nuove strategie ma io non posso entrare nel merito. Ovviamente portare i vicentini a rioccupare queste zone, Campo Marzo in primis, aiuterebbe ad allontanare gli spacciatori. Io faccio il mio cercando di essere lì ogni giorno con pattuglie e controlli anche se siamo sotto organico. Ma i vicentini devono tornare a frequentare queste zone. Abbiamo finalmente riaperto anche il bar Moresco dopo mesi di agonia. Tutto aiuta. Sarà nostra priorità evitare che fenomeni di accattonaggio, di spaccio e di degrado diventino, com’è stato fino a qualche tempo fa, il marchio distintivo della nostra città. Speriamo che tutto il lavoro che abbiamo iniziato a mettere in pratica sia efficace.