«Pfas, acquedotto di Arzignano più inquinato del Veneto? Falso»

Acque del Chiampo risponde al consigliere Guarda: «Affermazioni fuorvianti e pericolose. Non c’è alcun picco di sforamenti, lo dicono senza ombra di dubbio le analisi dell’Ulss»

«Contrariamente a quanto affermato dalla consigliera regionale Cristina Guarda, non c’è alcun “picco di sforamento” dei valori di Pfas nell’acquedotto di Arzignano». È quanto afferma in una nota la società Acque del Chiampo, che prosegue: «Si tratta di una certezza comprovata. Le analisi condotte dall’Ulss, che monitora costantemente l’acqua che forniamo, lo certifica senza ombra di dubbio e tutti i dati vengono inviati a casa di tutti gli utenti ogni 4 mesi e restano comunque sempre consultabili sul nostro sito a disposizione sia della consigliera Guarda che dei cittadini interessati. Quante altre acque potabili o minerali in Italia possano vantare un controllo così capillare e frequente? Acque del Chiampo non solo ha rispettato le norme, ma si è tenuta di sotto dei limiti imposti dalla Regione e controllati puntualmente da Ulss e Arpav. E’ fuorviante e pericoloso affermare che Acque del Chiampo è “l’acquedotto più inquinato del Veneto”, un avviso in tal senso non è mai giunto da Ministero della Salute o da quello dell’Ambiente, e ci stupiamo di come la consigliera Guarda possa divulgare un’informazione tanto infondata e allarmante».

Al contrario, continua la nota, per rassicurare i cittadini che si sta facendo tutto il possibile per fornire loro acque pulite e sicure, ecco i provvedimenti messi in campo:

  • nel 2017 l’attuale CdA ha deciso la progettazione unitaria degli interventi che porteranno al collegamento della rete idrica di Montorso con i serbatoi “Canove” e “Poiaracca” di Arzignano e il 14 dicembre 2017 lo stesso CdA ha approvato il progetto di fattibilità tecnico economica di tutti gli interventi previsti. Per il centro idrico di Canove, tale progetto prevedeva la realizzazione di un serbatoio da 750 m³, il potenziamento degli impianti di sollevamento e un impianto di filtrazione a carboni attivi (GAC) in grado di trattare tutta la portata.
  • Successivamente si è valutata una nuova ipotesi progettuale che consente di realizzare la vasca di accumulo non solo dimensionata per le previsioni di Canove, ma anche di quelle previste per l’ampliamento del serbatoio Poiaracca, oltre naturalmente all’impianto di filtrazione. Acquisito il terreno necessario per la costruzione dei nuovi impianti, il progetto definitivo è stato concluso nello scorso novembre ed è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di Acque del Chiampo nella seduta del 5 dicembre scorso.

«Per quanto riguarda la richiesta del Comune di Arzignano – conclude la nota di Acque del Chiampo – di estendere alla popolazione di Arzignano il piano di sorveglianza sanitaria, si tratta di decisioni di carattere sanitario che competono alla Regione; da parte sua Acque del Chiampo sarà ben lieta di usufruire delle eventuali misure che decideranno di applicare il Consiglio dei Ministri e la Protezione Civile Nazionale».