Elezioni regionali, Meloni: «In Veneto Zaia non si discute»

La leader di Fratelli d’Italia parla anche dell’eventuale ricandidatura di Brugnaro: «Come si sa è un candidato, diciamo così, di Forza Italia quindi non dipende solo da noi»

«Siamo favorevoli a nuovi percorsi di autonomia. Dal nostro punto di vista, crediamo che bisogna avere il coraggio di fare una riforma più ampia delle nostre Istituzioni nazionali». Queste le parole di Giorgia Meloni oggi a Venezia. «Pensiamo che ad uno Stato forte e capace di dare risposte debbano corrispondere maggiori autonomie, anche a livello regionale. So che il Governo sta lavorando su una bozza. Vediamo quale sarà la bozza che proporrà, che presenterà e saremo disponibili a lavorare sulle bozze che arrivano». Quanto alla legge quadro del ministro Francesco Boccia, la leader di Fdi prosegue: «Sì, vediamo. Io l’ho letto come da voi, so che addirittura avevano pensato di mandarlo in manovra ma non abbiamo ancora visto i testi. Dopodiché io ho detto a chi mi ha chiesto, anche a Roma, che siamo disponibili a leggere le bozze e a lavorare. Noi siamo sempre disponibili quando si fanno delle proposte se quelle proposte sono condivisibili e serie».

Per quanto riguarda le elezioni regionali in Veneto Meloni ha dichiarato: «Sono molto ottimista sui risultati delle prossime elezioni regionali, anche qui in Veneto, anche per i risultati di Fratelli d’Italia. Credo che Fratelli d’Italia avrà un’importante crescita anche in una Regione per noi così importante, in una Regione nella quale molto ci siamo dedicati perché molto ci siamo dedicati alle locomotive di questa Nazione, a chi produce e a chi lavora. Noi siamo un partito fieramente produttivista. Quindi, molto abbiamo investito su questi territori e penso che raccoglieremo ottimi risultati. Siamo già in campagna elettorale, siamo partiti con grande anticipo e penso che non ci sarà qui grande suspence». Sulla ricandidatura del governatore Luca Zaia ha precisato: «Sì sì, governatore uscente, ho dato per scontato, governatore uscente che ha ben lavorato, soprattutto in un’ottica di centrodestra unito non ci sarebbe da parte nostra ragione di discuterlo». Meloni parla anche delle elezioni a Venezia e della ricandidatura di Luigi Brugnaro: «Questo non dipende solamente da noi. Come si sa Brugnaro è un candidato diciamo così di Forza Italia, sono temi che si discutono su un tavolo nazionale e vedremo quando apriremo la questione delle amministrative, che non abbiamo ancora aperto, quale sarà intanto la posizione del partito dell’attuale sindaco».

Poi la leader di Fratelli d’Italia ha commentato l’acqua alta che ha colpito Venezia a novembre: «Ho avuto l’impressione che questa città che chiaramente ha avuto le sue difficoltà ma che come sempre riesce a risollevarsi con grande forza e con grande dignità. E ci tengo a dirlo perché voglio dire agli italiani e anche a chi magari dovesse guardarci da fuori i confini nazionali che il periodo natalizio è un ottimo periodo per venire a visitare Venezia. Questa è una città che non deve dare l’impressione, appunto, di essere insicura o di non essere pienamente nella possibilità di accogliere i tanti turisti che ha visto. Poi ovviamente la solidarietà. Noi abbiamo fatto due cose diverse. Da una parte, stanotte nel dibattito sulla manovra, è stato inserito un emendamento del relatore che ricalca degli emendamenti presentati da Fratelli d’Italia per estendere alle zone portuali del nord la zona economica speciale che era prevista per alcune realtà del Mezzogiorno. Tra queste Venezia, Trieste e Genova, per cui una antica battaglia di Fratelli d’Italia che oggi arriva a dama. E poi continuiamo a chiedere il rifinanziamento e la modifica della legge speciale su Venezia, perché noi crediamo che accanto al patrimonio materiale vada difeso anche il patrimonio immateriale. Qui bisogna difendere la residenzialità dei veneziani. Noi possiamo continuare a difendere i monumenti ma se non ci sarà più l’identità veneziana che è tramandata dai veneziani si riesce a fare poco. Quindi il sostegno a chi qui vive e a chi qui tiene aperte le proprie attività che sono tutte iniziative che continuiamo a portare avanti per dare una mano alla città che sulla quale non va aggiunto molto rispetto alla specificità e all’unicità che ha al cospetto del mondo intero».

Infine Meloni dice la sua sul Mose: «Penso che, soluzione giusta o no, vada completato per quello che è costato finora, per il lavoro che è stato fatto finora e perché siamo di fronte ad una estrema gran parte di questa opera realizzata. Penso che adesso l’unica cosa seria da fare sia finirlo, finirlo in tempi più rapidi possibili e finirlo senza che ovviamente i costi lievitino ancora perché troppe volte già i costi sono lievitati. E speriamo di poter vedere questa opera attiva e operativa nel minore tempo possibile anche perché non abbia a ripetersi quello che abbiamo visto un mese fa».

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)