Salute: niente sesso e chili di troppo, i tanti luoghi comuni sulla menopausa

Roma, 16 dic. (Adnkronos Salute) – La menopausa rovina la vita di coppia e ‘cancella’ il sesso facendo calare il desiderio femminile. La terapia ormonale fa ingrassare. Con le vampate’ o l’insonnia bisogna convivere. E ancora: peggiora inevitabilmente la memoria e l’umore rendendo la donna irascibile o ‘triste’. Sono solo alcuni dei luoghi comuni e delle convinzioni errate (o comunque confuse) che aleggiano intorno alla menopausa. “Luoghi comuni duri a morire che – sottolinea all’Adnkronos Salute Beatrice Ermini, ginecologa al Policlinico Tor Vergata di Roma – nella nostra società sono molto presenti soprattutto quando si parla di donne, di femminile e di sessualità”. Non solo. Nel caso della menopausa “c’è molta disinformazione e pregiudizio anche sulle terapie a base di ormoni”, sostiene.
“E’ strano che quando si parla di ormoni tiroidei o di insulina, anch’essa un ormone – osserva Ermini – nessuno ha pregiudizi su una terapia sostitutiva tiroidea o insulinica da somministrare ai diabetici. Al contrario nell’immaginario comune la terapia ormonale intesa come responsabile di effetti collaterali è sempre e soltanto associata alla terapia femminile, vista e vissuta come qualcosa di negativo. Insomma è dura a morire la convinzione secondo cui la menopausa è ‘voluta dalla natura’ e per questo bisogna accettarne le conseguenze e i disturbi che porta con sé. E’ davvero anacronistico – sottolinea la ginecologa romana – rassegnarsi a subire la menopausa in quanto naturale. E’ come dire ‘nel 2020 se mi rompo una gamba me la tengo così’, laddove oggi abbiamo una chirurgia super-avanzata, viti e protesi in titanio di ultima generazione ecc”.
Per fare chiarezza dunque su alcune convinzioni errate fra le donne (e non solo), partiamo da quella molto diffusa secondo la quale la terapia ormonale sostitutiva fa ingrassare. “Assolutamente no”, ammonisce l’esperta. “La carenza di ormoni femminili (estrogeni) tipica della donna in menopausa riduce il metabolismo energetico ed è responsabile dell’aumento di peso e della diversa distribuzione del grasso corporeo che in questa fase della vita tende ad assomigliare a quella maschile (a mela ossia grasso corporeo centrale sulla pancia) a differenza della distribuzione femminile a pera tipica della donna fertile, con un concomitante innalzamento dei valori di colesterolo, trigliceridi e del rischio cardiovascolare. Al contrario la terapia ormonosostitutiva (Tos), andando a colmare la carenza ormonale, ripristina un corretto metabolismo e garantisce spesso di tornare al peso forma che la donna aveva durante la vita fertile, oltre ad avere un importante effetto protettivo sul rischio cardiovascolare”.
E ancora: è vero che in menopausa viene a mancare il desiderio sessuale? E che la coppia scoppia? “Effettivamente – risponde la ginecologa – la carenza di estrogeni e l’abbassamento dei livelli di ormoni maschili nella donna sono responsabili di una diminuzione del desiderio sessuale e della libido. E’ altresì vero che la carenza estrogenica a livello dei genitali comporta un indebolimento delle mucose con conseguente insorgenza di secchezza vaginale che rende i rapporti sessuali dolorosi e meno piacevoli. Tutto questo si riflette quindi in un circolo vizioso che si amplifica tra lo scarso desiderio sessuale e il dolore fisico provato dalla donna, che sicuramente non giova al rapporto di coppia”.
Ma tutto ciò non è né inevitabile né irreversibile. “La terapia ormonale sostitutiva per la menopausa, ripristinando l’integrità delle mucose e il livello di estrogeni circolanti, il desiderio sessuale e la libido tornano a livelli di normalità. E’ infatti emblematico – riferisce Ermini – che sempre più di frequente i partner della donna siano interessati alla terapia sostitutiva per le proprie compagne. Anche perché la menopausa va a peggiorare la qualità del sonno, sia per la presenza di fastidiosa sudorazione notturna o eventuale comparsa di vampate sia per le difficoltà di addormentamento e i risvegli mattutini. E di nuovo la terapia sostitutiva può migliorare questi sintomi” e il sonno notturno della coppia.
Fra le domande frequenti sulla menopausa ci sono poi quelle che riguardano l’aspetto estetico, per esempio: “si sfibrano i capelli e cresce la ‘barba’? “In menopausa – spiega la ginecologa – può comparire una peluria più evidente sul viso dovuta alla carenza di estrogeni, gli ormoni femminili per eccellenza, che non sopravanzano più la produzione di ormoni maschili, androgeni, che vengono invece prodotti in maniera continuativa dalle ovaie anche dopo la menopausa. Anche i capelli ne risentono, perché soffrono, come tutti i tessuti e le mucose, della carenza estrogenica. In particolare i tessuti a più veloce replicazione come i capelli lo evidenziano in maniera più vistosa”.
Infine, spesso si determina un vero stigma nei confronti della donna nella sua vita familiare, lavorativa e sociale. “Purtroppo, anche se se ne parla poco, la condizione di menopausa – sostiene Ermini – è ancora oggetto di derisione e discredito nei confronti delle capacità psicofisiche e attitudinali della donna con conseguenze individuali e professionali negative della figura femminile, in una fase della vita della donna ancora molto attiva. Non sono rare frasi tipo ‘lasciala perdere è in menopausa!’ oppure ‘mamma piange perché è in menopausa'”.
“Certamente un segno tipico della carenza estrogenica è rappresentato da una repentina diminuzione della memoria a breve o brevissimo termine, situazione che si ripercuote a livello del ruolo lavorativo e sociale. La donna sente di aver perso la propria efficienza ed è disorientata. In più la condizione ormonale del climaterio (periodo post- menopausa) rende la donna più irritabile ed irascibile con una ovvia ricaduta sulle relazioni affettive lavorative e sociali”. Per non parlare poi delle ‘vampate’ “particolarmente fastidiose per la donna sia in termini fisici ma soprattutto di esposizione involontaria e sgradita all’occhio altrui della propria condizione. Si tratta di un retaggio culturale discriminante e inaccettabile – conclude l’esperta – perché non ci stancheremo mai di ripetere: la menopausa non è una malattia e le sue conseguenze non sono inevitabili”.

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