Ambiente: nel Mediterraneo 50 mila esemplari di 116 specie hanno ingerito plastica

Roma, 18 dic. (AdnKronos Salute) – Quasi 50 mila esemplari di almeno 116 specie diverse nel Mediterraneo hanno ingerito plastica. Il 59% di queste sono pesci ossei (inclusi in questa percentuale anche quelli di interesse commerciale come sardine, triglie, orate, merluzzi, acciughe, tonni, scampi, gamberi rossi), mentre il restante 41% è costituito da altri animali marini come mammiferi, crostacei, molluschi, meduse, tartarughe, uccelli.
Sono alcuni dei risultati di uno studio, condotto anche da ricercatori dell’Ispra, che compare nel libro ‘Plastics in the Aquatic Environment – Current Status and Challenges’ pubblicato da Springer Nature, in cui si aggiorna la letteratura scientifica disponibile per descrivere l’impatto dei rifiuti sulla vita marina nel Mediterraneo. Sono stati analizzati 128 documenti che riportavano impatti dei rifiuti marini su 329 categorie di organismi del Mediterraneo. Si tratta ad oggi dello studio più ampio e aggiornato sul nostro mare.
Accade anche che buste e bottigliette diventino vettore di trasporto o ambiente di vita per diverse specie. Sono state rintracciate 168 categorie di organismi marini trasportati da oggetti galleggianti (principalmente di plastica), anche in ambienti in cui non erano stati rintracciati prima; tra questi, batteri patogeni che possono causare malattie nei pesci che li ingeriscono. Gli organismi più comuni trasportati dai rifiuti marini sono gli artropodi (crostacei) e gli Cnidari (gorgonie, coralli). I rifiuti marini, in particolare lenze e reti da pesca, possono inoltre distruggere, ferire e soffocare colonie di coralli e gorgonie anche in ambienti molto profondi e remoti.
La plastica può colpire gli organismi marini attraverso l’ingestione e l’intrappolamento e gli impatti variano a seconda del tipo e delle dimensioni. Almeno 44 specie marine sono soggette a intrappolamento nella plastica, in particolare reti da pesca. L’intrappolamento spesso determina la morte per affogamento, strangolamento o denutrizione, soprattutto per i mammiferi marini; la tartaruga marina Caretta caretta è la specie mediterranea più soggetta a intrappolamento ed è anche una delle principali specie del Mediterraneo note per ingerire plastica.
Diverse specie minacciate e quindi incluse nella Lista rossa dell’International Union for Conservation of Nature (Iucn), dal corallo rosso, passando per il tonno rosso, lo spinarolo, e arrivando al capodoglio, risultano compromesse dai rifiuti marini.
Mentre dallo studio emergono gli effetti diffusi dei rifiuti marini, e in particolare della plastica, sugli organismi marini del Mediterraneo, al contrario non ci sono evidenze scientifiche di effetti negativi dell’ingestione di microplastiche nei pesci, né tantomeno del trasferimento delle microplastiche fino all’uomo.

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