«Autonomia, ennesimo rinvio: governo dichiara guerra al Veneto»

Rizzotto (Zaia Presidente): «Pd, Renzi e M5S si prendono a sardine in faccia mentre Boccia sta a guardare»

«Oggi è finalmente tutto chiaro, tutto cristallino, e non c’è per certo nulla di cui essere fieri, orgogliosi e compiaciuti. Abbiamo un governo che, con l’ennesimo stop all’autonomia, ha dichiarato guerra al Nord. Ora basta con questi attacchi al nostro popolo. Se Matteo Renzi vuole fare le gare di testosterone con il premier Conte o altri, non lo faccia sulla pelle e sugli interessi dei Veneti. Vadano altrove a giocare a braccio di ferro». Sono le parole della Capogruppo Silvia Rizzotto (Zaia Presidente) che tramite una nota commenta: «Si tratta dell’ennesimo ritardo sulla discussione della legge quadro per le autonomie differenziate, annunciato dal governo dopo l’incontro voluto sul tema dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Pur non condividendo l’utilità della legge quadro, ormai divenuta baluardo del ministro Boccia, non posso negare che si era arrivati a un punto di avanzamento; numerose altre regioni si erano accodate a Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna sulla richiesta di autonomia. E ora, appena prima di Natale, siamo qui, tutti bloccati».

«Per quanto riguarda Renzi e il suo partito – prosegue Rizzotto – sappiamo bene che stiamo parlando di colui che nel 2014 ci ha denunciato alla Corte Costituzionale proprio sulla richiesta di autonomia; lui sta solo giocando a chi la tira più lontana, per cercare di far crescere la sua squadra. E ripeto: tutto sulla pelle della nostra gente. Il resto del Governo, dai 5 Stelle che non hanno tra i propri ministri nessuno eletto al Nord, al PD, stanno seppellendo le regioni più virtuose e produttive del Paese sotto un cumulo di odio, burocrazia e tasse di ogni genere. E poi ci lamentiamo se si parla di Italia di serie A e B. Sembra quasi che il Ministro per le Autonomie Regionali non sappia più che pesci pigliare, sardine a parte; ogni giorno rilasciano dichiarazioni che in sostanza non vogliono dire niente. Fossi in lui – conclude – tra un panettone di Natale ed un pezzo di torrone, valuterei bene la reale capacità di gestire o meno le deleghe che gli sono state assegnate».

(ph: shutterstock)