Il Veneto propone allo Stato di sparare ai lupi

E in consiglio regionale c’è chi dice: «I lupi sono come l’Isis e anzi, sono peggio perché hanno fatto più morti. Bisognerebbe schierare l’Onu contro di loro»

«Con l’approvazione del Proposta di legge statale “Misure di prevenzione dei danni provocati dai grandi carnivori e di contenimento delle popolazioni in esubero rispetto alla sopportabilità del territorio ed alla loro compatibilità con le attività antropiche” si dà un forte segnale al governo, cieco e sordo alle richieste dei nostri malghesi e delle famiglie che tramandano la tradizione dell’alpeggio». Esordisce così il consigliere regionale Sergio Berlato dopo l’approvazione dell’aula consiliare al provvedimento di cui è stato estensore e relatore. «Abbiamo più volte invitato Roma dotarsi di un Piano nazionale di gestione del lupo, come del resto avviene in tutti gli stati membri dell’Unione europea che preveda il monitoraggio, il censimento e, laddove necessario, l’abbattimento dei lupi in esubero, poiché, per avere un’efficace soluzione al problema, non si possono intraprendere operazioni diverse da quelle che natura esige. Quando l’eccessiva presenza di una determinata specie compromette l’equilibrio tra le altre specie animali o mette in pericolo l’ecosistema o danneggia gravemente le attività umane, è opportuno adottare urgentemente tutte le misure necessarie ad affrontare concretamente il problema. È indispensabile adottare ogni iniziativa su elementi di natura tecnico scientifica e non sull’ideologia o sull’emotività di chi ritiene che i diritti dei lupi abbiano la priorità sui diritti delle persone che, con il loro costante lavoro, hanno permesso non solo l’esercizio di attività economiche ma la manutenzione e la salvaguardia del territorio», conclude Berlato. Durante la discussione in aula consiliare c’è anche chi si è spinto oltre dichiarando: «I lupi sono come l’Isis e anzi, sono peggio dei terroristi perché in questi anni hanno fatto più morti. Bisognerebbe schierare l’Onu contro di loro».

Di opinione diametralmente opposta il consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Zanoni che bolla la legge come inutile: «E’ una presa in giro, non risolve i problemi degli allevatori. C’è già il Piano nazionale per la gestione del lupo, esistono ben 22 misure di prevenzione, senza arrivare all’uccisione. In Veneto ci sono stati 165 episodi di predazione nel 2019, ma neanche uno nelle malghe attrezzate. Abbiamo un Piano nazionale con tutte le misure di prevenzione e mitigazione che purtroppo non ha ancora ottenuto l’approvazione definitiva. I modi per evitare gli abbattimenti ci sono: recinzioni studiate caso per caso, cani da guardiania, strumenti di dissuasione, rafforzamento delle competenze e professionalità da mettere in campo in modo costante, non con blitz a inizio stagione negli alpeggi. Altro particolare da non trascurare, è la Direttiva Habitat dell’Ue che non consente lo sterminio dei lupi. La precondizione per gli abbattimenti citata da Berlato è che non esista un’altra soluzione validata. Ma in realtà ce ne sono addirittura 22. Il provvedimento è stato scritto proprio per strizzare l’occhio alle associazioni venatorie. Ricordo che porta la firma di Possamai e Berlato, presidenti rispettivamente di Federcaccia e Associazione cacciatori veneti. Ormai è perfino difficile distinguere tra i loro partiti, Lega e FdI, e le associazioni. In questa legislatura infatti sono state portate avanti le istanze più estremiste del mondo venatorio, incassando numerose figuracce per le leggi cassate dalla Corte Costituzionale, come le sanzioni da 3600 euro per chi disturba i cacciatori o il nomadismo venatorio senza regole. Provvedimenti promulgati, ricordiamolo, dal presidente Zaia: non togliamo i demeriti al presidente. La caccia non è la soluzione, ma l’aggravio del problema. Pensiamo alla diffusione del cinghiale, liberato per anni per scopi venatori e che potrebbe essere “contenuto a costo zero” dalla presenza del lupo. La verità – conclude Zanoni – è che a questa maggioranza non importa niente degli interessi degli allevatori, dei malgari e dei gestori dei rifugi, ma alla fine neanche dei cacciatori. Perché questa legge è uno specchietto per le allodole, non porta a soluzioni concrete, è utile solo per la loro, ormai non più credibile, propaganda».

I numeri in Veneto

Predazioni 2019 (dati aggiornati a novembre): 192 attacchi, 393 capi morti e 63 feriti.
Indennizzi 2019: sono state liquidate/in liquidazione entro l’anno tutte le istanze pervenute entro il mese di novembre: 157 istanze per totali € 196.905. Nel 2018 impegnato totale € 204.684.
Branchi presenti: il numero di nuclei territoriali è sicuramente aumentato rispetto al 2018, con almeno 4 nuovi branchi riproduttivi. Si può stimare (ma il dato ufficiale si avrà con il monitoraggio invernale, che sta partendo) circa 12 nuclei stabili, inclusi quelli transregionali (confine con TN e PN).
Iniziative per la prevenzione: bando su fondi regionali (AVEPA) 62 domande finanziate, per totali 120.000 €; bando PSR (in istruttoria) 500.000 € stanziati,