“Effetto Brexit” sui prof: dopo 25 anni lascia l’Inghilterra per Venezia

Un affermato professore canadese, fresco vincitore di un prestigioso finanziamento europeo, lascia dopo 25 anni l’accademia britannica per trasferirsi in un’università italiana, l’Università Ca’ Foscari Venezia. Inevitabile pensare ad un “effetto Brexit”. Con una hard Brexit, infatti, tutti gli studiosi che hanno vinto un finanziamento europeo individuale, come ERC e Marie Skłodowska-Curie, perderanno improvvisamente status e fondi.

«La Brexit ha creato un clima d’incertezza – spiega in una nota David Gentilcore (in foto) , neoprofessore di Storia moderna a Ca’ Foscari – L’Università di Leicester mi sosteneva, come mi ha sempre sostenuto, ma le incognite erano tante per un progetto che prevedeva di reclutare diversi storici dell’Italia, molto probabilmente italiani. Devo anche dire che durante tutta la mia carriera ho sempre cercato l’occasione giusta per trasferirmi in Italia. L’occasione è arrivata con un finanziamento ERC e ho contattato alcuni atenei italiani. Ca’ Foscari si è dimostrata di gran lunga la sede più preparata per accogliere progetti europei».

Ca’ Foscari, infatti, vanta 11 progetti ERC ed è la principale sede in Italia per i vincitori di finanziamenti “Marie Curie”, con 64 ricercatori da tutto il mondo coinvolti. Esperto di Storia della medicina e in particolare dell’Italia, Gentilcore ha scritto tra l’altro la “Storia del pomodoro in Italia” e “Italiani mangiapatate”. Ora, grazie ad un prestigioso Advanced grant dello European Research Council (Erc), Gentilcore metterà al lavoro al Dipartimento di Studi Umanistici veneziano un team di sei persone per ricostruire la storia italiana partendo da una risorsa indispensabile, ma sottovalutata dagli studiosi: l’acqua.

Ha ottenuto dalla Commissione europea 2,4 milioni di euro per un progetto sul ruolo dell’acqua nella storia. Propone addirittura un nuovo metodo, seguendo il flusso dell’acqua con tutto ciò che simbolicamente e fisicamente le ruota attorno.

«L’acqua che beviamo, indispensabile per la vita, è stata poco studiata dagli storici – afferma – Sappiamo che in epoche non troppo lontane si preferiva bere vino, o birra. E poi? come abbiamo imparato a distinguere l’acqua pericolosa da quella che si può bere? Mi sono chiesto come sarebbe diverso raccontare la storia di una società a partire proprio dall’acqua».

Lo studio spazierà dal 1500 al 1900 e uno degli “streams” di ricerca del progetto, intitolato Water-Cultures, è dedicato alle città. Venezia è coinvolta. «Portare il progetto a Venezia ha un significato particolare – aggiunge David Gentilcore – Nel team composto da 3 studenti di dottorato e 3 postdoc, un ricercatore mapperà e metterà a confronto l’evoluzione delle reti idriche di Napoli, con le sue grotte, e Venezia, con i suoi pozzi. Sanudo diceva che Venezia sta sull’acqua ma non ha acqua, proprio perché si beveva l’acqua piovana».

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