Altopiano: il rilancio parte da leMelette

Parata di autorità, ieri, per l’inaugurazione della Sky Area. Zaia (via lettera): «E’ a sforzi come questo che si riconduce la determinazione e capacità imprenditoriale veneta»

Se è vero il detto “sposa bagnata sposa fortunata” l’inaugurazione del rinnovato comprensorio sciistico leMelette avvenuta sotto una pioggia fitta ed insistente fa sperare in un futuro roseo per l’area turistica estiva ed invernale “risorta” grazie allo sforzo di molti oltre agli ingenti finanziamenti pubblici sia delle amministrazioni locali sia del Fondo Comuni di Confine.

L’inaugurazione è stata salutata come “un sogno che si realizza” dalle tante autorità istituzionali intervenute al taglio del nastro. Un sogno iniziato nel 2010 quando le tre amministrazioni comunali di Asiago, Gallio e Roana hanno testardamente voluto quest’opera di ammodernamento convinte che costituiva la base per il rilancio vero e definitivo dell’Altopiano, soprattutto nel mercato turistico invernale. Un desiderio che proseguirà con l’ammodernamento degli altri parchi sciistici altopianesi e dei centri urbani di Gallio e Asiago. Ieri, sabato, la festa era tutta per leMelette e per gli oltre 200 soci che hanno creduto nel sogno sottoscrivendo le quote di partecipazione in un momento quando le criticità erano ancora tante ed il taglio del nastro ancora lontano e nemmeno in programma.

Un sogno che simboleggia anche una rinascita con l’imponente seggiovia a 6 posti da 2 mila persone all’ora che ancora oggi si diparte tra alberi a terra e boschi gravemente danneggiati dalla tempesta Vaia. Emblema della caparbietà degli altopianesi di riprendersi come fatto tante volte nel passato e che il loro accapigliarsi talvolta non fa altro che sottolineare quanto siano attaccati alla loro terra. Un terra appunto “da sogno” che le piste delle Melette riveleranno a quanti saliranno a scoprire queste bellezze, appena il meteo vorrà imbiancare i suoi boschi e montagne.

“Ci sarebbero tantissime persone da ringraziare e che hanno permesso di arrivare a questo momento importante per la nostra comunità. Un’opera che nasce nel 2007 sulla scia del referendum per il passaggio sotto la Provincia autonoma di Trento quale unico mezzo a disposizione della popolazione altopianese per reagire contro gli assurdi privilegi di cui ancora godono le province autonome nostre dirimpettaie – ha detto Roberto Rigoni Stern, sindaco di Asiago – Dalla strada tracciata dal Ministro Aldo Brancher e dai sindaci Andrea Gios di Asiago, Pino Rossi di Gallio e Valentino Frigo di Roana; poi proseguita da chi li ha succeduti. Siamo riusciti a portare avanti questo ambizioso progetto oltrepassando ostacoli che sembravano invalicabili e a superare il ragionamento stantio dei campanili portando la nostra forza oltre i confini comunali e guardando all’Altopiano come un unico grande territorio”.

Anche Luca Zaia non è voluto mancare almeno in spirito, impegnato al Congresso della Lega: “Voglio complimentarmi con tutti coloro che sono coinvolti nell’iniziativa imprenditoriale per gli sforzi profusi per arrivare a questo traguardo, non solo infrastrutturale e turistico, ma anche occupazionale. E’ a sforzi come questo che si riconduce la determinazione e capacità imprenditoriale veneta”.

 

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