Cittadella-Chievo: un 1-1 che allontana la zona promozione. Acqua alta per il Venezia

Nel turno pre natalizio giocano solo le tre venete della B. Per l’Hellas turno di riposo e la C sciopera

Menu certo non natalizio anzi piuttosto quaresimale per il calcio veneto pro nel turno prenatalizio. Perché vanno in campo solo le tre di Serie B (Cittadella, Chievo e Venezia) e, per di più, le partite sono solo due visto che una è il derby fra i padovani e i veronesi.

Le altre portate non vanno in tavola perché l’Hellas gode di un turno di riposo supplementare per il rinvio all’anno prossimo del match con la Lazio e la Serie C sciopera per ottenere una defiscalizzazione dal Governo. La richiesta è fondata, non c’è che dire, vista la situazione di fisiologico deficit a cui le società di terza serie sono condannate dall’attuale contesto tecnico-economico. Chiedono poi non di pagare meno tasse e contributi tout court, ma di finalizzare le risorse risparmiate a investimenti in strutture e settori giovanili. Il Governo ha ascoltato le istanze e ha promesso di tenerne conto, ma alla Lega Pro l’impegno non è bastato, vuole probabilmente qualcosa di concreto già nella Legge di Bilancio 2020 e perciò è sciopero e non si gioca la 1a di Ritorno. Una scelta forte visto che ferma la attività di sessanta squadre su tutto il territorio nazionale ma che forse non sarà così eclatante considerata la modesta esposizione mediatica della Serie C. Quando ha scioperato la A, tanto per fare un confronto, pareva si fosse bloccata l’Italia.

Cittadella-Chievo è stato un derbino. Nel senso che l’1-1 finale non è stato utile per nessuna delle due contendenti, che si aspettavano piuttosto un risultato pieno per rilanciare la corsa al podio o ai due gradini che restano ancora non definitivamente aggiudicati. Visto che il più alto sembra proprio ormai aggiudicato al Benevento che ha un vantaggio irrecuperabile. È stato un derby in tono minore anche perché al Tombolato si sono viste due squadre certo di fascia alta ma ancora incompiute nel gioco e nel rendimento. Per centrare la promozione ci vuole qualcosa di più, un altro passo, più continuità e forse anche più qualità. Delle due quella più penalizzata dalle assenze è la squadra allenata da Michele Marcolini, che non ha il portiere Cesar, il regista Obi e il fantasista Giaccherini, mica poco. In più il tecnico gialloblu decide un imprevisto turn over per il portiere titolare Semper e lo sostituisce con il 33enne Nardi, che non gioca da un’era geologica. In formazione rientra però Djordjevic (dal 46’) e ci sono sia la promessa Vignato che l’ottimo Meggiorini, ex come (nell’altro undici) capitan Iori. I granata invece sono quasi al completo, Venturato fa riposare Vita e può contare a sua volta su Davide Diaw, attaccante completo e versatile. Il copione del Citta è quello delle ultime partite, un primo tempo dominante e una ripresa a scarto ridotto: ma se non fai il risultato nei primi 45’ poi rischi. Nello score il Cittadella ha numeri più significativi (70 passaggi in più, 6 tiri a 1, il palo di Bussaglia) ma alla fine resta un’altra vittoria mancata dopo il pareggio, segnato all’ora di gioco, dal millennial Emanuel Vignato, Under 21 e concupito dal Bologna. Cosa manca ai padovani per avvalorare le ambizioni? Manca la concretezza in zona gol (ha segnato 19 gol in 17 partite), l’attacco va completato con un altro attaccante a fianco di Diaw.

Il Venezia in zona retrocessione. Quello che non ti saresti mai aspettato un mese fa. La squadra allenata da Dionisi è progressivamente franata, più che sul piano del gioco, su quello psicologico, tant’è che a Castellamare è arrivata una sconfitta (2-0) indiscutibile. Ha detto bene il tecnico neroverde nel dopo partita: “ha vinto la squadra che ha voluto di più il risultato”. E il Venezia non l’ha voluto proprio. Tanto per dire, incassa il primo gol dopo 12”, sulla azione di avvio gara, grazie a un errore di Lakicevic, e poi sciorina una prestazione senza nerbo e farcita di errori e incertezze. Stavolta insomma manca anche il gioco, che finora era sempre stata una caratteristica saliente del Venezia soprattutto in trasferta. E non basta Aramu, il match winner e il salvatore della patria nelle gare più recenti, anche se è il migliore dei neroverdi. Fallisce ancora Bocalon, il centravanti di Castello amato dai tifosi che aveva cominciato così bene il campionato. Non bisogna dimenticare che la stagione era cominciata in modo rocambolesco per il ripescaggio quasi in extremis dopo una retrocessione meritata al termine di un campionato disastroso. Riciclarsi in pochi giorni da team di terza serie a protagonista fra i Cadetti era una impresa impossibile ma l’asticella era più bassa e cioè la salvezza senza patemi. Pareva proprio che fosse alla portata e non è detto che non lo sia, non è neanche finito il girone di Andata, in fondo. Proprio la Juve Stabia è la dimostrazione che bisogna credere nel mai dire mai: fino a poche giornate fa era la maglia nera e considerata già spacciata. Battendo il Venezia lo ha perfino superato in classifica. Il calendario della prossima giornata prevede per i ragazzi di Dionisi il derby con il Cittadella, un match cardine della loro stagione.

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