Sopressa, baccalà e lesso: cosa ci sarà sulle tavole venete a Natale

Si torna al “fai da te” con quasi 4 ore in media passate ai fornelli e alle grandi tavolate da 9 persone. Non accadeva da 50 anni

Per imbandire le tavole del Natale le famiglie italiane spenderanno in media 98 euro con quasi nove su dieci che hanno scelto di consumarlo a casa propria o di parenti e amici. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixè, dalla quale si evidenzia un aumento del 9% della spesa rispetto allo scorso anno. E tornano le grandi tavolate con una media di 9 persone a condividere insieme i menu della festa.

Si stima che si passerà una media di 3,8 ore ai fornelli. «Uno storico ritorno al fai da te che non si registrava da oltre 50 anni. Un ritorno al passato determinato però da motivazioni diverse con gli italiani, soprattutto giovani, che si gratificano ai fornelli e la cucina e il buon cibo che si affermano tra le nuove generazioni come primarie attività di svago, relax e affermazione personale. Lo spumante si conferma come il prodotto immancabile per nove italiani su dieci (91%) mentre il panettone con il 79% batte di misura nelle preferenze il pandoro fermo al 72%», spiega Coldiretti.

Il menù tipico di Natale veneto

Come antipasto salumi vari (soppressa e salsiccia luganega), tra i primi brodo di cappone, risotto al radicchio, gnocchi al sugo d’anatra. Come secondi, polenta e baccalà, lesso di manzo “al cren” (salsa di rafano) con contorno di purè di patate. Tra i dolci il pandoro di Verona, la mostarda con il mascarpone, il mandorlato di Cologna Veneta. Per innaffiare il tutto un ottimo Amarone della Valpolicella o un buon Raboso delle terre del Piave e alla fine un brindisi augurale con le bollicine del Prosecco di Conegliano o di Valdobbiadene.

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