Iss libera 9 macachi dopo 11 anni, Lav ‘Speranza blocchi test Torino’

Milano, 27 dic. (AdnKronos Salute) – Dall’Istituto superiore di sanità “un segnale importante e un altro passo decisivo nella battaglia contro la sperimentazione animale nel nostro Paese. Alla vigilia di Natale, infatti, nove macachi utilizzati per studi di immunologia” dal 2008, “sono stati liberati nel Centro di recupero di Semproniano, centro con cui la Lega antivivisezione collabora da anni e dove sono già ospitate due colonie dismesse dai laboratori dell’Università di Modena e di Padova, proprio grazie al lavoro dell’associazione”. Lo sottolinea in una nota la stessa Lav, che dopo la vicenda dell’Iss torna a puntare i riflettori sulla contestata sperimentazione sui macachi di Torino, e chiede al ministro della Salute di revocare l’autorizzazione ai test.
Per l’associazione sono “importanti le parole del preside dell’Iss Silvio Brusaferro, al Corriere della Sera, sull’impegno ‘per la messa a punto di modelli innovativi che consentano di acquisire le evidenze scientifiche necessarie, a beneficio della salute’. Affermazioni – sottolinea Lav – a sostegno di una nuova scienza per il nostro Paese, che deve diventare esempio nella ricerca con modelli alternativi a quelli animali, come voluto dalla legge e dal contesto scientifico internazionale”.
“Rodolfo Lorenzini, capo del Centro nazionale di sperimentazione e benessere animale del maggiore punto di riferimento della ricerca sanitaria in Italia, aggiunge come si debba riflettere sull’utilizzo di una specie a noi così vicina. Infatti i primati – ricorda Lav – godono di particolari tutele e il loro utilizzo è vietato, divieto derogabile solo in particolari casi per cui sono richieste evidenze scientifiche ed etiche”.
Ora, “dopo l’ennesima conferma che i più importanti centri di ricerca pubblica stanno chiudendo le linee di sperimentazione sui primati, chiediamo al ministro Roberto Speranza – conclude la nota – di revocare l’autorizzazione dell’anacronistico e doloroso progetto in atto sui macachi di Torino, in uso all’Università di Parma, vicenda per la quale abbiamo presentato appello al Consiglio di Stato, che si pronuncerà a gennaio, in linea con i nuovi orientamenti della comunità scientifica, e in risposta agli oltre 420.000 italiani che hanno firmato la nostra petizione”.

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