Venezia, blitz notturno contro gli Airbnb: «Stop al turismo di massa»

Un’azione collettiva, non legata a partiti o associazioni, ma decisamente d’impatto quella di alcuni cittadini di Venezia che nella notte hanno affisso 3863 adesivi alle porte di altrettanti edifici che ospitano locazioni turistiche. Azione rivendicata dal sito Stopairbnb.com e dalla pagina Facebook Il frullatorio.

La protesta vuole porre l’attenzione sul problema abitativo che affligge i veneziani. «Sopiti nel sogno del facile profitto e nella certezza di un maggiore ricavo, ammansiti dall’inganno della sharing economy, spinti dall’eterna autogiustificazione, dimentichiamo che una città è i suoi abitanti e ormai a Venezia i veri abitanti sono di fatto i turisti – spiegano gli organizzatori della protesta». Camminando per calli e campielli, prendiamo coscienza di quante porte fanno da tramite tra la città e il suo sfruttamento e dell’incompatibilità di questo numero con il significato di città viva.

«Venezia sta morendo, il suo substrato sociale si disgrega. Osserviamo il concretizzarsi dell’incubo della città-Disneyland, di cui i cittadini che qui risiedono e lavorano sono solo delle maschere. C’è chi, nonostante anche la sua settima casa sia in fitto su Airbnb, si lamenta di questa situazione: il piccolo proprietario che affitta per sopravvivere non si rende conto che tra poco nella città-Disneyland non ci sarà più spazio nemmeno per lui – spiega ancora il sito contro gli Airbnb -. Il mercato immobiliare è drogato dalle locazioni a breve termine, spesso organizzate in gruppi di appartamenti la cui gestione è affidata a soggetti che vivono lontano dalla fragile realtà veneziana. E risulta molto difficile, quasi impossibile, – concludono gli organizzatori della protesta – rimanere a Venezia poiché scarseggia il lavoro al di fuori della monocultura del turismo».

(Ph. Instagram – Lychfindel)

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