Venezia botto di Capodanno, al Chievo basta il pari e il Citta la combina grossa

Indicazioni contraddittorie dallo stress test natalizio per le tre venete della B

Chievo, Cittadella e Venezia escono in modo contraddittorio dallo stress test di fine anno. Fermo l’Hellas per il rinvio del match prefestivo con la Lazio, stop alla Serie C per la serrata delle società, la B è l’unico campionato che ha tenuto aperti i battenti nella settimana di Natale, giocando un turno infrasettimanale perfino il giorno di Santo Stefano. Un vero e proprio stress test insomma per squadre, società e tifosi, che magari si sarebbero accontentati di un calendario meno intenso. Adesso pausa lunga fino al 18 gennaio, tre settimane in cui il focus si sposterà dal campo al mercato. Perché, sia chiaro, l’unico motivo per cui la Lega ha varato turni da allevamento di polli è questo: dare spazio al mercato, insensatamente spostato anni fa dalla tradizionale e sensata scadenza di novembre a quella di metà campionato.

In queste tre partite in sette giorni, complicate nel caso da due derby, le tre cadette venete chiudono tutte un bilancio non entusiasmante e, ciò che più conta, fornendo indicazioni che rendono le prospettive per il Girone di Ritorno piuttosto indecifrabili. Vedi il Cittadella, la più quotata delle squadre della Serenissima, che incappa in un’imprevista batosta (1-3) al Tombolato contro la Virtus Entella, che è sì una avversaria impegnativa ma, lontano da casa, aveva raccolto solo 8 punti e perso 5 delle ultime 6 gare. Dopo questa sconfitta il bilancio per i granata è di 4 punti su 9. Impensabile dopo la vittoria nel derby vinto solo tre giorni prima a Venezia con una prestazione brillante e autorevole. Roberto Venturato, nel dopo partita, ha commentato: non siamo ancora maturi per competere a certi livelli. È evidentemente un po’ deluso l’ottimo tecnico padovano dalla mancanza di continuità dei suoi ragazzi, che però sono riusciti a restare sul podio, fra 2° e 3° posto, in sei delle ultime 8 gare. Lo stop con l’Entella ricorda, non solo nel risultato, quello del 18 ottobre con il Cosenza. Un brutto scivolone che aveva momentaneamente interrotto il trend di crescita ma era servito perché poi era subito partita la serie positiva che, in 6 turni, aveva portato il Citta al 2° posto. Cos’è successo contro l’Entella? Qualcosa non è funzionato in difesa e un paio di episodi sfavorevoli: il quasi autogol di Chiosa con palla sul palo e, sull’altro fronte, l’autogol invece perfettamente riuscito a Frare. A 6’ dal 90’ e dopo aver rischiato lo 0-3, il Citta riapre la partita con la rete di Proia ma la speranza dura poco perché l’Entella chiude il match e il recupero non basta per una doppia rimonta.

Il paradosso più vistoso nel miniciclo natalizio è quello del Venezia. Era, delle venete, quella più inguaiata: l’ultima vittoria risaliva al 9 novembre, dopo ci sono solo 3 sconfitte e 3 pareggi. E ancora: crisi in attacco, le punte non segnano più, e negli ultimi 270’ un solo gol messo a segno. Sprofondo in classifica, prima in zona play out e, dopo la sconfitta nel derby con il Cittadella, addirittura la penultima posizione. Dionisi in odore di esonero, tifosi infuriati. E che ti combina il Venezia nell’ultima giornata dell’Andata? Va a vincere a Perugia, sul campo di una delle grandi del girone, che in casa aveva perso solo una volta, un mese e venti giorni prima contro il Cittadella (evidentemente soffre le venete). E per di più finalmente segna un attaccante, Adriano Montalto, secondo gol stagionale (in foto). Ha ragione Alessio Dionisi a mettere in campo due punte, Montalto appunto e Riccardo Bocalon, e a dare peso e sostanza alla prima linea in una trasferta in cui magari, visto l’andazzo, qualcun altro avrebbe magari usato un modulo più difensivo. Sia chiaro: non è che i due attaccanti neroverdi abbiano fatto sfracelli, anzi il gol è l’unica occasione che creano. Ma quel che conta è che la squadra sia uscita dal clima funereo che era calato negli ultimi tempi.

Il bilancio peggiore dello stress test è quello del Chievo: 2 punti. Pareggio nel derby a Cittadella e, nell’ultimo turno a Pescara e, in mezzo, la sconfitta al Bentegodi con la capolista Benevento, ottima prestazione ma pur sempre sconfitta. La squadra veronese è forse quella il cui reale valore è meno comprensibile: merita senz’altro la zona play off se non addirittura la parte alta della classifica (è stata sul podio un paio di volte), ma lascia qualche dubbio sulle sue reali potenzialità di arrivare alla promozione. Ha fatto benissimo la prima metà dell’andata tant’è che alla 10a giornata era al 3° posto, poi ha smarrito la continuità ed è andata progressivamente calando fino a toccare l’11a posizione dopo lo 0-0 a Pescara. Dove il Chievo non si è dannato per vincere, accontentandosi di non correre rischi e di muovere comunque la classifica. Ecco dunque una squadra che dovrà darsi un’identità dopo la sosta, anche perché le aspettative di un immediato ritorno in Serie A ci sono.

(ph: Facebook Venezia FC)