2020, un anno sui denti: cosa accadrà in Veneto mese per mese

A Vicenza non succederà assolutamente nulla e si scoprirà che Rovigo non esiste. Rimane solo una certezza: il Mose continuerà a non funzionare

Gennaio. Ultimi fuochi dalla politica nazionale prima del trionfo salviniano: logorati dall’alleanza con la Lega e poi con il Pd, i 5 stelle si giocano le ultime carte e formano un governo con Italia nel Cuore, Per una Sinistra Rivoluzionaria, 10 Volte Meglio, Autodeterminatzione (scritto proprio così), Blocco Nazionale per le Libertà, Destre Unite – Forconi, Free Flights to Italy e Partito dei Pensionati. Lo so che l’unico partito vero sembra l’ultimo: invece è il solo che non c’era, alle ultime elezioni. Per dire di come siamo messi, altro che Capodanno.

Febbraio. Berlato processato dal suo partito per il caso della vignetta con la ragnatela. Dopo cinque ore di faccia a faccia con la Meloni, il protagonista rassicura la stampa: «È stata durissima, ma ce l’ho fatta: gliel’ho spiegata bene e finalmente l’ha capita anche lei».

Marzo. Un pescatore di Chioggia trova uno strano pesce con una pinna e una zampa, un polmone e una branchia, un occhio a palla e uno a fessura. Dopo l’iniziale entusiasmo, delusione degli esperti: «Macché grande scoperta, è soltanto il Pd veneto».

Aprile. Grande festa a Cortina d’Ampezzo, dove si gettano le basi per le Olimpiadi invernali del 2026. Una grande riunione tra politici, prestanome, tangentari, mafiosi, camorristi e uomini della ‘Ndrangheta occupa per una settimana l’Hotel Bellalpino per spartire la gigantesca torta di appalti. Altissimo il rischio di infiltrazioni, ma Zaia assicura la massima vigilanza da parte della Regione: «Resto io qua fuori, se vedo arrivare la Finanza vi avviso».

Maggio. Salvini stravince le elezioni e l’Italia si divide in 21 regioni autonome con poteri speciali. Si scopre finalmente che il Molise non è mai esistito: era un’invenzione della De Agostini per riempire le carte geografiche e rompere le balle agli studenti in geografia.

Giugno. A Venezia il Mose non funziona e l’ennesima acqua alta mette in crisi la città: un metro e settanta sopra il livello del mare. Brugnaro minimizza: «La situazione non è grave, si tocca dappertutto: me l’ha appena confermato la mia squadra di basket».

Luglio. A Padova esondano Bacchiglione, Brenta e Piovego: anche la città del Santo è sott’acqua. Risolve Salvini dirottando settantasei acquascooter della Polizia. Il figlio, stavolta, resta con la madre: «Vaffanculo papà!».

Agosto. A Vicenza non succede assolutamente niente e il giornale locale parla del Vicenza calcio, di pensionati scippati e di industriali arrabbiati per le tasse troppo alte. Ma giovedì 12 arrivano un truffa milionaria, un arresto eccellente e un mostruoso scandalo ambientale. Il giornale locale parla del Vicenza calcio, di pensionati scippati e di industriali arrabbiati per le tasse troppo alte.

Settembre. A Verona gli ultras sputano su un giocatore di colore, lo insultano e dipingono di bianco con un bomboletta spray. I dirigenti locali minimizzano: «Lo spray era atossico e lavabile».

Ottobre. A Treviso, Benetton rilascia l’ennesima intervista spiegando quanto soffre per gli insulti e la cattiveria della gente. Infine si complimenta con il giornalista per l’eccellente prestazione al microfono. No, non quello: l’altro.

Novembre. A Belluno la crisi colpisce più che altrove: un economia fondata su alpini e occhiali non poteva sostenere l’addio alla leva obbligatoria e le nuove cure mediche contro la miopia. Risolve Salvini lanciando la figura dell’Alpino Quattrocchi in sostituzione della Guardia di finanza. Ma mi raccomando, con lenti molto offuscate.

Dicembre. Il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo si autodenuncia: «Dopo la verità sul Molise, non potevo più tenerlo per me: neanche Rovigo è mai esistita. La nostra famosa nebbia era una copertura per nascondere discariche abusive e fabbriche per giostrai».

Fortuna che esistiamo noi. Una Vvox che prova a farsi sentire, raccontando in mille modi questa strana, complicatissima realtà che è la nostra regione, la nostra gente, la nostra mentalità. Buon anno, buone visioni e buone letture: perché c’è molta serietà anche nelle cose ridicole, talvolta. E molto da ridere nelle cose che ci spacciano per serie. Basta saper distinguere.