Bilanci di mezza stagione. Vicenza e Cittadella ok, per le altre incognita mercato

Hellas, Chievo, Venezia, Padova e Arzichiampo a caccia di attaccanti. La tentazione del Verona di cedere i tre gioielli – di GIANNI POGGI

Bilancino a metà stagione per le otto venete che si cimentano con il calcio professionistico. E proiezione di quanto visto finora su quello che potrebbe essere il consuntivo al 30 giugno. Se non è divinazione, poco ci manca. Perché ormai è acclarato che l’Andata, salvo rari casi, conta poco e sono i mesi da gennaio a marzo che chiariscono il quadro. Merito (o colpa?) anche dell’interminabile sessione di calciomercato di gennaio in cui, almeno in teoria, una squadra potrebbe accrescere radicalmente la propria qualità tecnica con i giusti rinforzi. La cosa è possibile prevalentemente in Serie A, dove ci sono i soldi, mentre in B e soprattutto in C le risorse più modeste non consentono upgrade rivoluzionari.

Quest’anno la riapertura delle liste di trasferimento dei calciatori comincia il 2 gennaio e si conclude il 31. Che bisogno hanno presidenti, direttori sportivi e procuratori (gli attori del mercato) di 29 giorni per rimediare agli errori fatti nella fase estiva, che si è chiusa solo quattro mesi prima? È una finestra smisurata, che per di più finisce quando tutti i campionati sono già ricominciati da due settimane dopo la sosta di fine anno. Quindi non ha senso: è ovvio che i nuovi giocatori debbano essere a disposizione il più presto possibile, per essere integrati al resto della squadra e per andare in campo già nella prima giornata post pausa. A metà gennaio restano solo i casi disperati e la coda di calciomercato serve a ben poco.

Che segnali ha dato il calcio pro regionale fra Ferragosto e Natale? Non c’erano onestamente grandi aspettative in partenza: salvezza per l’Hellas al ritorno in Serie A e pronto riscatto per il Chievo dopo la retrocessione in B. Conferma del Cittadella in zona promozione dopo la sconfitta nella partita di ritorno della finale play off. Diciamo punto di domanda sul Venezia, ripescato quasi in extremis dalla C, dov’era finito al termine di un annus horribilis.

E infine, in terza serie, un testa a testa fra Vicenza e Padova, il primo dichiaratamente candidato alla promozione e il secondo pure, anche se con qualche dubbio sulla proprietà del club e sulla qualità della squadra. Restano Virtus Verona (ripescata) e Arzichiampo (neopromossa dalla D), per le quali l’obbiettivo salvezza era considerato quasi un lusso.

Le risultanze di mid season sono per lo più allineate a queste aspettative. L’Hellas, che però ha ancora tre partite da giocare prima del giro di boa (la Serie A si è fermata alla 17a giornata, che i veronesi non hanno giocato per rinvio del match con la Lazio, e riparte il 5 gennaio). Alla ripresa, gli avversari sono la SPAL a Ferrara e il Genoa al Bentegodi, concorrenti per la salvezza. La squadra vista finora non è male e anzi ha messo in mostra alcuni giocatori che pare interessino grandi club: il difensore centrale Kumbulla a Inter Juventus e Lazio, il difensore Rrahmani e il centrocampista Amrabat al Napoli. La lacuna più vistosa è in attacco, dove nessuna delle punte a disposizione di Juric è finora stata all’altezza, anche se ultimamente Di Carmine ha ripreso a segnare. È possibile che un rinforzo offensivo rientri in una delle operazioni di cessione, che si dovrebbero chiudere ora ma con il trasferimento effettivo a giugno. Se invece i tre gioielli se ne andassero tutti subito, il futuro diventerebbe più indecifrabile.

Anche il Chievo ha messo in vetrina qualche giocatore interessante, soprattutto il diciannovenne attaccante Vignato, che sembra in vista della cessione al Bologna ma anche lui con trasferimento a fine stagione. Le aspettative di un Chievo protagonista del campionato non hanno trovato piena conferma: l’inizio è stato ottimo tanto che, a metà dell’Andata, si era insediato al 3° posto. Nel prosieguo la squadra allenata da Michele Marcolini ha smarrito la continuità anche a causa di una serie infinita di infortuni che non sempre il tecnico è riuscito a tamponare con gli uomini che ha. Pur recuperando tutti gli indisponibili il Chievo non sembra avere il passo del protagonista e, così com’è, al massimo sarebbe in grado di puntare ad un piazzamento in zona play off.

Se il Cittadella non fosse incappato nelle due incredibili sconfitte in casa con il Cosenza e l’Entella, potrebbe essere oggi la prima delle inseguitrici dell’ormai imprendibile Benevento. Episodi a parte, si può dire che i granata hanno rispettato le attese. La squadra c’è, Venturato è tanto modesto quanto bravo, la società è esemplare. Tutto il contesto sembra adeguato per tentare l’avventura in Serie A.

Sul Venezia, ripeto, è prematuro il giudizio. Finora ha reso anche di più di quanto si poteva sperare e forse la posizione di classifica a metà campionato non è quella che merita. Se l’obbiettivo è centrare la salvezza senza stress, servono rinforzi. Diversamente dallo scorso campionato, l’allenatore non è a rischio anche perché ha la fiducia della squadra e dei tifosi. Questi mettono piuttosto in discussione il presidente Tacopina: l’avvocato di New York è accusato di avere il braccino corto.

Questo invece non si può proprio dire di Renzo Rosso che ha costruito una corazzata per puntare alla B. Il suo LR Vicenza è senz’altro la veneta più credibile e realizzata, tant’è che potrebbe limitarsi a cessioni nel calciomercato. Al contrario il Padova sa che, per contendere ai cugini il primato, non può che affidarsi alla bravura del suo ds Sogliano nei prossimi giorni. Servono due attaccanti e, se non arrivano, addio sogni di gloria.

La Virtus Verona è la sorpresa della C e basta questa etichetta a sostanziare una mezza stagione nettamente al di sopra di ogni previsione. Per l’Arzichiampo sarà dura ma stiamo a vedere come esce dal calciomercato.