Proverbi veneti: “Da Nadae un passo de gaeo, daea veceta un’oreta”

Passato il Natale, la prossima festa religiosa molto sentita e a cui si legano diverse tradizioni locali è l’Epifania (Capodanno è comunque festa religiosa di precetto). Immancabile il rito propiziatorio di “brusar la vecia”, cioè accendere grandi falò per lasciarsi alle spalle l’anno passato e invocare buona sorte per quello nuovo. Nel Trevigiano questi falò si chiamano” panevin” (pane e vino, simboli di prosperità).

Pan e vin,
ła pinsa soto el camin.
Faive a ponente
panoce gnente,
faive a levante
panoce tante

“Pane e vino, la pinza sotto il camino, faville a ponente cattivo raccolto, faville a levante buon raccolto”.

In questo periodo si assiste anche all’allungarsi delle giornate, nel giro di poche settimana si passa ad avere infatti un’ora di luce in più. A tal proposito il detto veneto dice: “Da Nadae un passo de gaeo, dalla veceta un’oreta”, cioè ” da Natale le giornate si allungano della lunghezza pari al passo del gallo, dall’Epifania, giorno appunto della Befana, di un’ora”. (t.d.b.)

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