Saldi non ancora iniziati ed è già polemica: «Posticipare le date»

Federmoda-Confcommercio Vicenza: «Nemmeno il tempo di fare il bilancio delle vendite natalizie che è già ora di cambiare i prezzi. Situazione negativa per i negozi»

Nemmeno il tempo di fare un bilancio delle vendite natalizie – che quest’anno non sembrano essere state particolarmente brillanti anche nel Vicentino, in particolare per i negozi dei centri storici – e i dettaglianti dell’abbigliamento-calzature sono già alle prese con il cambio dei prezzi dei cartellini. Sì perché il 4 gennaio iniziano i saldi e tanta parte della merce rimasta sugli scaffali dei negozi sarà posta in vendita con sconti che, presumibilmente, inizieranno già con una forbice del 30-50%.

«I ribassi dovrebbero spingere in particolare la vendita dei capispalla più pesanti, che spesso sono anche gli articoli più impegnativi sul fronte del prezzo e più influenzati anche dall’andamento meteo, piuttosto clemente nelle settimane scorse – è il commento di Marisa Lunardon, consigliere di Federmoda-Confcommercio Vicenza, l’associazione dei dettaglianti del settore tessile e abbigliamento-. Per i clienti i saldi rappresenteranno sempre un buon affare, anche perché, come segnaliamo oramai da anni, arrivano molto presto, permettendo ai consumatori di rinnovare il guardaroba in piena stagione. Una situazione che influenza però negativamente le politiche commerciali dei negozi e che snatura questo genere di vendite, chiamate, a questo punto impropriamente, “di fine stagione”. In questo senso l’auspicio della maggioranza degli operatori è che si trovi un accordo tra le Regioni e che nel 2020 si arrivi ad un posticipo delle date, riportando i saldi alla loro vera natura».

Nel frattempo, anche per questo inverno, i consumatori vicentini metteranno mano al portafogli per accaparrarsi abiti, intimo, calzature, accessori e quant’altro a prezzi scontati. L’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale calcola che l’acquisto medio a persona nei saldi invernali 2020 sarà di 140 euro a persona, mentre quello familiare sarà di 324 euro. «Praticamente gli stessi importi previsti nel 2019, che possiamo tranquillamente sottoscrivere anche per il Vicentino – sottolinea la rappresentante provinciale di Federmoda Confcommercio -, a dimostrazione che gli acquisti in questo periodo si sono abbastanza stabilizzati, anche se non possiamo ignorare l’impatto di certe “fughe in avanti” di alcuni operatori con i messaggini ai clienti fidelizzati e soprattutto la crescita della pressione concorrenziale dell’on line».

L’invito di Federmoda-Confcommercio Vicenza ai consumatori è in questo senso di privilegiare il dettaglio tradizionale: «Tutti amiamo vivere in città con un tessuto commerciale ricco e vivace – afferma Lunardon – e apprezziamo la comodità di trovare quel che cerchiamo vicino a noi, con la possibilità, ad esempio, di provare i capi e di non avere incombenze in caso di resi o disguidi. Senza contare la sensazione di sicurezza quando camminiamo nelle vie dove si affacciano le vetrine dei negozi. Spero che i consumatori vicentini si rendano conto che tutto ciò è garantito dai negozi, che offrono un essenziale servizio di prossimità e che vanno dunque, anche per questo loro essenziale ruolo, privilegiati quando ci apprestiamo a fare acquisti. Compriamo quindi nei nostri negozi, che sono il cuore pulsante delle nostre città e dei nostri paesi”. Per dire che “scegliere bene”, durante i saldi e non solo, non riguarda solo ciò che compriamo, ma anche come e dove lo facciamo».

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio Vicenza ricorda alcuni principi di base:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.Lgs n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

(ph: shutterstock)