Smog e aria malata, in Veneto il 2020 inizia con polveri sottili alle stelle

Le concentrazioni critiche di Pm10 dureranno almeno fino a sabato

Giá molte stazioni di Verona, Vicenza, Padova da un primo bilancio dell’anno 2019 sono risultate fuori legge totalizzando un numero di giorni di superamenti della media giornaliera di 50 μg/m3 maggiore della soglia stabilita a livello UE che é di 35 giorni. Ma, secondo quanto riportato da Serenissima Meteo, anche l’anno nuovo inizia con giá due superamenti dovuti a valori medi giornalieri superiori ai 50 μg/m3 come si vede in tutte le centraline, tranne quella di Belluno, in questi dati c’é anche una certa componente di PM10 causata dai fuochi di fine anno.

Sono due le cause di questa situazione: la prima di natura antropogenica dovuta alle sorgenti inquinanti, molto piú intense in inverno rispetto all’estate, quali il traffico veicolare, il riscaldamento urbano ecc. La seconda è ascrivibile alla congiuntura meteorologica di alta pressione presente in questi giorni: essa infatti crea l’inversione termica, cioé più freddo al suolo rispetto agli strati oltre i 400-500 metri; tale inversione inibisce la dispersione degli inquinanti verso l’alto creando nel contempo un tappo alto poche centinaia di metri ove, giorno dopo giorno sotto di esso si concentrano i gas venefici emessi dalle sorgenti inquinanti.

Secondo le previsioni, le concentrazioni critiche di PM10, pur con una certa riduzione, perdureranno ancora per domani e fino a sabato. Per domenica é attesa una modesta ventilazione tra nord e nord-est da confermarsi comunque nei prossimi bollettini.

(ph: shutterstock)