«Contro le servitù militari Usa la battaglia è persa. E lo è sempre stata»

Don Albino Bizzotto (Beati Costruttori Pace) dopo il raid americano contro l’Iran: «Tutti i governi sono deboli con gli Usa». Trump? «Anche un capo di Stato può essere un assassino»

E’ preso alla sprovvista don Albino Bizzotto, fondatore nel 1985 a Padova dell’associazione “Beati i Costruttori di Pace”: la notizia dell’attentato americano a Baghdad che ha ucciso il generale iraniano Quassem Soleimani lo coglie di sorpresa. «Non conosco la vicenda fino in fondo»,  premette. «Il problema reale è pensare di risolvere i problemi con la guerra. Noi ce l’abbiamo con la mafia, siamo contro il fatto di usare le armi per assassinare, ma quando uno Stato fa una cosa del genere, cosa fa? Un delitto come gli altri. Se non riusciamo a capire che non esiste realtà fuori del giudizio morale e umano… Anche un capo di Stato è un assassino come gli altri quando si comporta in un certo modo. Invece ormai abbiamo accettato che la guerra sia lo strumento per raggiungere i propri obiettivi». Ogni riferimento a Donald Trump è puramente voluto, naturalmente.

L’Italia ha truppe in Iraq al comando degli Americani. Lei ha fiducia che il governo M5S-Pd terrà fuori il nostro Paese da un eventuale conflitto?
Il governo italiano non ha mai avuto una autonomia di giudizio, di intervento, anche con politici di qualità come Andreotti e altri che avevano uno spessore, a livello di politica internazionale, certamente diverso da quelli di adesso. La posizione del governo italiano è di estrema debolezza.

Quindi non saremo in grado di evitare un’eventuale coinvolgimento.
Il mio augurio sarebbe che il nostro governo stabilisse un ponte diretto con il resto dell’Europa. Che fosse capace di avere un atteggiamento coerente con la politica internazionale andando diritti all’Onu per quanto riguarda le decisioni da prendere. E non continuare a fare il doppio gioco: da una parte vogliamo la pace, dall’altra parte forniamo le armi. L’industria della guerra è la prima dell’Occidente, oltre che di Stati Uniti, Cina e altri.

Gli Usa hanno basi in Italia, due a Vicenza, in cui sono presenti soldati inviati da anni in Iraq e Afghanistan. Dopo l’epoca del No Dal Molin, possiamo dire che la battaglia contro le servitù militari sia stata persa? Le manifestazioni pacifiste sono scomparse.
Sì, è sempre stata persa. Non c’è stato nessun governo, neanche Prodi e altri che avevano annunciato un cambiamento di rotta, che ha avuto la forza e la capacità di interrompere l’egemonia statunitense per quando riguarda l’Italia. Ci sono due elementi da considerare. Il primo è che quel tipo di movimento nel rapporto con la popolazione è abbastanza caduto. Consideriamo le difficoltà, la crisi economica… Insomma oggi se anche si costruiscono bombe atomiche basta lavorare, questo è il problema. Ad Aviano la popolazione prega che gli americani rimangano perchè la base è una fonte di lavoro. Vale per la Val Trompia a Brescia e altrove.

E il secondo elemento?
Noi siamo sempre stati quelli che hanno mantenuto il rapporto a Vicenza, a Ghedi, ad Aviano organizzando ogni anno la Via Crucis. Il 6 gennaio ci sarà a Malo l’Epifania della Terra. Il problema è che il movimento pacifista cresce nel momento in cui cresce anche la crisi: quando c’erano gli aerei che andavano a bombardare l’ex Jugoslavia allora il movimento si faceva più vivo perchè la gente era motivata da quello che vedeva. Purtroppo in tempi lunghi ci si abitua un po’ a tutto.

Infatti il sentimento di pace si è affievolito. Oggi si va in piazza per Greta e l’ambiente.
Il movimento di Greta è fondamentale per la pace, ancora non abbiamo accettato che la terra sia un soggetto e non un oggetto. La Terra viene prima di tutte le altre azioni di pace, di guerra, di relazioni buone e cattive.

Durante la guerra alla Siria il movimento pacifista non è sembrato molto attivo. Perchè? Perchè Assad è considerato un dittatore?
Il problema del Medio Oriente è la possibilità di intervenire, interferire in mezzo ad una confusione generale. Com’è la situazione in Iraq? Chi è che governa? Qual è in questo momento la funzione dell’Arabia Saudita? L’unica persona coerente, presente, anche attaccata e vilipesa in questo momento, è stato Papa Francesco che ha preso posizione per chi soffre, per i profughi. Assad? Sull’analisi politica siamo nel covo delle serpi, io ho contatti continui con le persone, ascolto, ma è veramente difficile mettere un po’ di ordine sulle vicende.

Crede che in caso di escalation oggi il sentimento pacifista potrebbe rianimarsi, contro Trump che pure non è esattamente uguale a Bush, anche se sull’Iran si sta comportando come tale?
Certamente sì, il coinvolgimento in avventure di guerra susciterebbe immediatamente una reazione. Il brutto è dover rincorrere sempre a danno portato, al dopo bombardamento. Questa è la cosa drammatica. Credo ci sia una differenza tra Bush e Obama e tra Obama e Trump. Ma non mi fisso solo sugli americani. Chiediamoci cosa sta succedendo in Africa in questo momento. Ci sono guerre locali, ha Boko Haram in Nigeria, altri in Somalia e nello stesso tempo ci sono i cinesi che vanno a comprare terre, i russi che vanno ad attivare partnership importanti, gli statunitensi e gli europei per l’uranio e altro. Il sistema di chi vuole avere il primato nel mondo è un sistema incancrenito, ma un po’ alla volta emergerà l’umanità di chi continua a lottare e non si rassegna. Il sentimento di pace è ancora molto forte, anche i giovani stanno cercando di costruire la società su base diverse.