Crisi Medio Oriente, Trump invia 2800 soldati. Cina: «Moderazione»

In migliaia oggi, sabato, ai funerali del generale iraniano Soleimani al grido di «morte all’America»

Migliaia di iracheni hanno partecipato questa mattina a Baghdad al corteo funebre del generale iraniano Soleimani gridando – tra la sua bara e quella del suo principale luogotenente in Iraq, Abu Mehdi al-Mouhandis – “morte all’America”. Lo riferisce l’agenzia Ansa.

“Gli americani dovrebbero sapere che la vendetta dell’Iran per l’assassinio del comandante del Quds Qassem Soleimani non sarà affrettata e decideremo dove e quando avverrà la schiacciante risposta”: lo ha detto il portavoce del generale di brigata delle Forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi In ogni caso, se ci sarà una guerra o scontri con gli Stati Uniti – ha aggiunto – “gli americani subiranno gravi danni, ha aggiunto, precisando che “se gli Usa commetteranno una follia, la risposta dell’Iran sarebbe ancora più dura”.

Al momento, dopo l’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, “non esiste alcuna specifica, credibile minaccia dall’Iran“: lo afferma il Dipartimento per la sicurezza nazionale americano, che mette in guardia però dal rischio di un’ondata di cyber attacchi, con le reti informatiche Usa possibile obiettivo degli hacker di Teheran. Non solo quelle del governo federale, ha spiegato il responsabile per la cyber sicurezza Chris Krebs, spiegando che l’offensiva potrebbe essere su larga scala.

Circa 2.800 soldati americani sono in viaggio verso il Medio Oriente. Si apprende dal Pentagono spiegando che le ulteriori truppe saranno dispiegate a protezione delle sedi diplomatiche e degli interessi Usa nell’area.

La Cina sollecita gli Usa “a non abusare della forza militare”: è il monito del ministro degli Esteri Wang Yi fatto nel colloquio telefonico con la controparte iraniana Mohammad Javad Zarif, all’indomani della morte del generale Qassem Soleimani. Wang, nel resoconto dei media cinesi, ha osservato anche che la forza “non è la soluzione nelle relazioni internazionali”. La mossa Usa, invece, ha violato “le norme di base dei rapporti internazionali e aggraverà le tensioni e le turbolenze regionali”.

Il ministero degli Esteri britannico ha sollecitato i cittadini del Regno Unito a non recarsi in Iraq ed evitare viaggi “non necessari” in Iran . Lo riporta Sky news. La Nato sospende le sue missioni di addestramento in Iraq. Lo riferisce un portavoce dell’Alleanza.

Potrebbe avere “conseguenze incontrollabili” l’uccisione da parte degli Stati Uniti del comandante delle forze di Qods, il maggiore generale Ghassem Soleimani. Lo ha detto il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif al segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres durante una conversazione telefonica ieri sera.

La coalizione anti-Isis in Iraq ridimensionerà la portata delle sue operazioni per “ragioni di sicurezza”. Lo ha detto un funzionario della Difesa Usa che guida la coalizione. “Condurremo limitate azioni contro lo Stato islamico assieme ai nostri partner laddove possano a loro volta sostenere i nostri sforzi”, ha dichiarato il funzionario spiegando che gli Stati Uniti “hanno rafforzato le misure di sicurezza nelle basi della coalizione in Iraq”.

“Il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell’attacco della notte scorsa”, ha detto la guida suprema iraniana Ali Khamenei.

(Ph Sicnoticias su Instagram)