«Istituti tecnici, il ministro Manfredi venga a “studiare” in Veneto»

«Non condivido la lettura data dal ministro sul calo delle iscrizioni universitarie, in particolare, quando ritiene di risolvere il calo demografico semplicemente aumentando il numero degli iscritti attraverso discutibili innesti». E’ quanto afferma in un comunicato Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione, formazione e università del Veneto in merito all’intervista rilasciata oggi dal ministro dell’università e della ricerca Gaetano Manfredi.

«Le nostre università italiane, e in particolare quelle venete – sostiene Donazzan – hanno performances di qualità e di successo che le rendono capaci di formare figure di laureati appetibili ai mercati del lavoro più difficili e competitivi, ed è per questo che all’estero sono preferiti ad altri laureati. Il sistema Italia deve mantenere, anzi potenziare, le risorse per l’università, affinchè gli atenei possano investire in qualità, ricerca e in attrazione dall’estero di studenti».

«L’altra affermazione che mi preoccupa ancor più – prosegue Donazzan – è quella relativa ai percorsi di istruzione tecnica-superiore. Credo che il ministro, data la brevissima esperienza di governo, misconosca la struttura degli Its: la ragione per cui tali istituti di formazione tecnica superiore sono stati pensati è quella di creare super-tecnici immediatamente spendibili nel mondo del lavoro, in quanto capaci di rispondere esattamente alle richieste delle aziende più strutturate, grazie anche al coinvolgimento stesso delle aziende nella programmazione del percorso di formazione».

«Non ci serve di sicuro un’altra idea simile al fallimento della riforma universitaria che portò al 3+2 – sostiene la referente delle politiche per l’istruzione e l’università della Regione Veneto – Chiedo, invece, che il ministro approfondisca, e se vorrà lo invito sin d’ora in Veneto, come sono strutturati i nostri sette Its-Academy, che hanno imprenditori di successo a capo delle Fondazioni istitutive, e che raggiungono tutti risultati occupazionali che sfiorano il 100 per cento. Lo invito a visitarli e a conoscerli, affinchè sostenga finanziariamente e con convinzione i percorsi di istruzione tecnica superiore, oggi per il 70 per cento a carico dei bilanci delle Regioni».