Meningite: Burioni, ‘con bimbi e teenager vaccinati si evitano epidemie’

Milano, 7 gen. (Adnkronos Salute) – “Se i bambini e gli adolescenti si vaccinano sono protetti anche gli adulti e si evitano epidemie di meningiti da meningococco”. E’ il tweet con cui il virologo Roberto Burioni lancia una riflessione sui casi ravvicinati di meningite registrati in Lombardia nel Basso Sebino. L’esperto in un suo intervento pubblicato sul sito ‘Medical Facts’ ricorda la vaccinazione a tappeto condotta nel Regno Unito negli anni ’90 tra i più piccoli e i ragazzi, sottolineando come una soluzione di questo tipo “si dovrebbe adottare anche in Italia”.
Burioni chiarisce: “I vaccini non servono ad arrestare le epidemie o ad affrontare situazioni di emergenza o anche solo di panico percepito. I vaccini servono a far sì che queste situazioni non si verifichino, facendoci vivere tranquilli. Quello che sta accadendo in questi giorni in Lombardia con i casi di meningite ci ricorda quanto è importante per tutta la popolazione che tutti vengano vaccinati”.
“La meningite da meningococco – quella che ha colpito alcune persone in provincia di Bergamo – è una malattia molto pericolosa: difficile da diagnosticare, spesso diventa evidente solo quando è troppo tardi”, evidenzia il virologo. “Infatti, anche con le migliori cure il 10% circa dei pazienti muore e tra quelli che si salvano almeno uno su cinque riporta gravi danni permanenti. Capite quindi che, in questa situazione, è fondamentale la prevenzione. Per questo abbiamo il vaccino: sicuro, efficace e gratuito. Ma è necessario vaccinarci tutti? No. Se chi si deve vaccinare si vaccina a tempo debito la malattia scompare, com’è avvenuto nel Regno Unito, e tutti siamo protetti”.
In Gb, ricorda Burioni, “negli anni ‘90 si verificavano moltissimi casi di meningite: più di 1.500 l’anno, quasi tre al giorno. Nel 1999 un ricercatore italiano”, Rino Rappuoli, “presenta agli inglesi il vaccino che ha messo a punto e viene decisa un’azione senza precedenti: vaccinare in un anno tutti gli inglesi dall’età di 2 mesi fino a 18 anni, cosa che avviene con un’altissima adesione volontaria (ripeto, volontaria. L’obbligo non è necessario tra gente civile), arrivando a una copertura superiore al 95%. Risultato: la malattia si è azzerata”.
Per questo, prosegue, “il modo migliore per difenderci da questo batterio è, senza panico e senza allarmi, semplicemente vaccinare tutti i bambini e fare i dovuti richiami agli adolescenti. Se questo fosse stato fatto negli anni precedenti nel nostro Paese, adesso le persone che sono morte di meningite sarebbero vive e quelle che, terrorizzate, affollano i centri vaccinali con lunghe code sarebbero serene a casa a godersi la loro famiglia o il campionato di calcio che è ripreso in questo fine settimana”.
Nei dintorni di Bergamo al momento “c’è solo un aumento sospetto dei casi, che merita un approfondimento, ma non giustifica nessun panico”, puntualizza Burioni sottolineando che l’assessore lombardo Giulio Gallera “ha fatto bene a fare uno sforzo ulteriore per vaccinare anche gli adulti”.

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