Eraclea, prefetto ha chiesto scioglimento per mafia

Al via il maxi processo ai camorristi del litorale veneto. L’ex sindaco Mestre ha ottenuto giudizio immediato

Il 2020 si apre all’insegna dell’offensiva contro la criminalità organizzata in Veneto. Come riferisce Il Gazzettino, a pagina 2 e 3 dell’edizione di oggi, giovedì 10, il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto (nella foto) ha trasmesso al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese la relazione conclusiva della Commissione di accesso in cui si chiede lo scioglimento per mafia del Comune di Eraclea. Tante, troppe, le connivenze emerse dall’inchiesta della Procura veneziana tra settori della pubblica amministrazione e il clan dei Casalesi, da decenni in affari nel litorale veneziano. Se il Consiglio dei ministri sposerà la proposta del prefetto, portandola al Presidente Mattarella per la firma, sarà il primo caso a Nordest di amministrazione sciolta per legami con la criminalità organizzata.

L’udienza

Ieri nell’aula bunker di Mestre, riferisce sempre il quotidiano, si è tenuta la prima udienza preliminare del maxi processo a carico di 75 persone, di cui 37 accusate anche di associazione per delinquere di stampo mafioso. Due gli elementi di principale rilievo: la concessione del regime di protezione (ma non ancora lo status di collaboratore di giustizia) a Christian Sgnaolin, l’imprenditore sandonatese, ex braccio destro del boss di Eraclea, Luciano Donadio, il “pentito” che ha consentito agli inquirenti di ricostruire decine di illeciti, e l’accesso al rito immediato di uno dei grandi imputati, l’ex sindaco di Eraclea Mirco Mestre, accusato di voto di scambio, che quindi ieri non era in aula. Sono 17 gli imputati che hanno chiesto il rito abbreviato, cioè sulla base degli elementi già raccolti, in cambio di un eventuale sconto di un terzo della pena, e due il patteggiamento. Prossima udienza il 16 gennaio.

Parti civili

Ha destato scalpore l’assenza degli enti locali nella lista dei richiedenti di costituirsi parte civile, che vede invece la presenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero dell’Interno, rappresentati dall’Avvocatura dello Stato di Venezia, oltre a Cgil regionale e provinciale e all’associazione Libera. Assenti la Regione Veneto, il Comune commissariato di Eraclea e la Città metropolitana di Venezia, che non potranno quindi partecipare ai procedimenti con rito abbreviato. Potranno invece ancora costituirsi parte civile nei confronti degli imputati in rito ordinario. Regione e Città metropolitana hanno fatto sapere di aver avuto intoppi di tipo procedurale. Ultima nota (preoccupante): della cinquantina di vittime dei reati del clan Donadio solo Fabio Gaiatto, il trader pluripregiudicato, si è costituito parte civile.

(Ph Imagoeconomica)