Padova «la Milano del Nord Est»? Giordani, vola basso. E concretizza

Il sindaco di centrosinistra ha lanciato «la svolta» parlando di una città «in crescita». Sì: ma non grazie a lui

Il 2020 sarà un anno fondamentale per il sindaco di centrosinistra di Padova, Sergio Giordani. Virata la boa di metà mandato, ormai la fase di rodaggio dell’imprenditore prestato alla politica può e deve considerarsi conclusa. Nel tracciare il bilancio del 2019 Giordani ha elencato tutta la “semina” posta dall’inizio del proprio incarico: nuovo ospedale a Padova Est, progettazione nuova linea tram, restyling dello stadio Euganeo e abbattimento palazzine in Via Anelli, dove sorgerà la nuova questura e grazie al quale il Comune è diventato proprietario dell’ex caserma Prandina, area strategica a due passi dal centro su cui è in corso un dibattito su farla diventare park o meno. Giordani, guardando alle comunali del 2022, ha voluto spingersi oltre delineando un piano per il 2030, con cui vorrebbe far diventare Padova la «Milano del Nord Est».

Le fondamenta di questo ardito paragone risiedono su un’idea di Padova che Giordani ha descritto così: «Padova oggi è in crescita. Cresce il turismo, crescono gli investimenti, la ricchezza, la qualità della vita, l’occupazione. E’ il momento della svolta». Siamo già in campagna elettorale, insomma (per la verità mai del tutto abbandonata). Sì, la città è indubbiamente cresciuta e sta cambiando, ma più grazie a se stessa e non con quel “propellente amministrativo” necessario alla fantomatica. Lesperienza di questi due anni e mezzo di amministrazione di centrosinistra assomiglia più ad un prudente cerchiobottismo preoccupato di mantenere i difficili equilibri interni alla maggioranza, che non a operare, decidere, realizzare . Ciò che manca sono una visione globale ed una politica di indirizzo realistica.

Probabilmente il sindaco sta applicando la propria mentalità imprenditoriale, curando anzitutto i rapporti con le categorie. Ma non bastano una stretta di mano e l’ottimismo a piene mani: in tal senso proprio il paragone con Milano appare alquanto azzardato. Padova è pur sempre cresciuta nelle classifiche di qualità della vita, ma è staccatissima ed ultima tra le grandi province del Veneto, specie se si guardano la ricchezza ed i consumi. Sarà bene che nel 2020 Giordani dismetta i panni del venditore entusiasta e badi più a concretizzare il possibile. Lo diciamo per il bene di Padova, oltre che per il suo.

(ph: imagoeconomica)