«Treviso capitale dell’inquinamento»: centrosinistra attacca

Calesso (Coalizione Civica): «1300 morti e 1,3 miliardi i costi ogni anno per i trevigiani». Zanoni (Pd): «E la giunta Conte che fa? Propone misure che fanno ridere e allenta le maglie dei divieti»

«Circa 120 decessi nella città di Treviso e circa 1.300 nel territorio provinciale». Sono questi i dati riportati dal leader di Coalizione Civica per Treviso, Luigi Calesso, sulle morti causate dall’inquinamento. «Lo smog, quindi, è una causa di morte molto più grave degli omicidi o degli incidenti automobilistici, questioni rispetto a cui ogni giorno leggiamo indignazioni, allarmi, proposte mentre l’aria che respiriamo uccide molto di più. L’incidenza delle malattie dovute all’inquinamento atmosferico significa anche costi sociali ed economici enormi. Usando una proporzione matematica sui dati resi noti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso pubblico nei mesi scorsi (in collaborazione con l’OCSE) per la nostra città il costo sarebbe di oltre 120 milioni di euro (ben superiori, ad esempio, all’intero bilancio del Comune di Treviso) e per l’intera provincia di Treviso arriverebbe circa a un miliardo e 300 milioni di euro».

Dati allarmanti che vengono confermati anche da Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico: «Mentre Treviso si conferma capitale dell’inquinamento, la Giunta Conte allenta le maglie dei divieti e propone misure che fanno ridere per favorire il risparmio energetico. I pediatri evidenziano come in provincia di Treviso un bambino su cinque soffra di tosse e asma a causa delle polveri sottili, mentre ben 27mila degli over 65 sono a rischio bronchiti. Di fronte a un doppio allarme ci si aspetterebbe un intervento deciso da parte della Giunta, che invece brilla in negativo per fantasia e inefficacia. Il Comune ha infatti cancellato il divieto per i negozi di tenere le porte aperte per non disperdere energia, inserito dall’amministrazione Manildo. In compenso l’assessore Manera propone premi per chi decide di chiuderle. È come se dessimo un riconoscimento a quegli autisti che rispettano il limite dei 50 chilometri orari nei centri abitati senza sanzionare quelli che lo superano. In compenso – aggiunge il consigliere del PD – neanche una parola sui Panevin che affumicano l’intera provincia e sono una delle concause dei blocchi del traffico, che lasciano a piedi centinaia di lavoratori. Prenda esempio dal sindaco di Thiene che ha sostituito il falò con una la Befana ecologica dove, anziché dare fuoco alla catasta di legno, sono stati raccolti fondi per i pompieri. Oppure prenda esempio dai cittadini del quartiere Abruzzo di Castelfranco Veneto che, dopo decenni di Panevin, per rispettare i cittadini e tutelare la loro salute, hanno deciso di interrompere la tradizione, piantando alberi invece di accendere roghi inquinanti».

(ph: shutterstock)