Vince WhatsApp, snobbati shopping e salute online

Milano, 9 gen. (Adnkronos Salute) – Over 65 italiani poco social, e molto meno inclini alle ‘relazioni digitali’ rispetto ai coetanei europei: solo il 7% li usa, meno della metà della media del Vecchio Continente. A fotografare il ‘grey digital divide’ in salsa tricolore è uno studio condotto all’interno del progetto Ageing in a Networked Society, coordinato da Emanuela Sala, docente del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’università Milano-Bicocca, e sostenuto da Fondazione Cariplo. I ricercatori hanno analizzato un campione di oltre 32 mila europei, tutti over 65 (fonte dati Eurostat Community Statistics on Information Societies). Il 7% di anziani italiani utilizzatori di social network rilevato nel 2016 è espressione di un trend in crescita rispetto al 2013 quando ad accedervi era solo il 3% di over 65.
Nonostante ciò il divario tra l’utilizzo delle nuove tecnologie da parte degli anziani rispetto al resto della popolazione è ancora marcato. Confrontando i dati italiani con quelli europei, è emerso che gli over 65 del nostro Paese che utilizzano le nuove tecnologie sono meno della metà dei loro omologhi europei, visto che il dato medio sull’uso dei social in Europa è pari al 16%). Il divario rispetto alle generazioni più giovani in Italia (39%) è in linea con la media europea (38%). I primi risultati della ricerca verranno discussi lunedì 13 gennaio nel Dipartimento di sociologia e ricerca sociale della Bicocca, insieme ad altri due studi volti a capire quali App preferiscano gli anziani e quanto l’utilizzo dei social incida sulle relazioni sociali.
Le tempie grigie amano WhatsApp, hanno un profilo su Facebook e accedono a Youtube. Per studiare modalità e tempi di utilizzo delle nuove tecnologie, è stata installata un’App di monitoraggio ad hoc direttamente sugli smartphone di 30 volontari dell’associazione Auser di Monza e Brianza di età compresa fra i 65 e 75 anni. Risultato: ogni partecipante accede allo smartphone 127 volte al giorno per un totale di un’ora e 8 minuti. Nell’arco di un mese gli anziani monitorati passano sullo smartphone, complessivamente, 35 ore in media; tuttavia il tempo medio di permanenza sul telefono, ogni volta che vi accedono, è di 32 secondi.
L’uso dello smartphone è abbastanza stabile dalle 8 di mattina fino alle 8 di sera, con una flessione tra l’una e le 5 del mattino e un picco alle 8 del mattino e alle 8 della sera. Questi dati sembrano suggerire che lo smartphone è la prima cosa che i partecipanti controllano appena svegli e l’ultima prima di andare a dormire.
WhatsApp è l’applicazione social di gran lunga più utilizzata dai partecipanti (52% del tempo totale passato sullo smartphone); gli over 65 seguono Facebook (36%), YouTube (10%), LinkedIn (1%) e Instagram (1%). I dati mostrano come facciano largo uso di siti di social network, e in particolare di piattaforme come WhatsApp e Facebook, che incrementano le possibilità connessione e interazione sociale tra gli utenti. Non è stato invece rilevato un uso significativo di applicazioni legate a shopping e salute.
Gli esperti chiariscono: dal lavoro di ricerca non emerge nessuna relazione tra utilizzo dei social e riduzione della solitudine. Così suggeriscono i risultati di un esperimento sociale condotto dalla Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso in collaborazione con i ricercatori di Milano-Bicocca. Obiettivo: analizzare l’effetto dell’utilizzo dello smartphone e delle applicazioni Facebook e WhatsApp sulla solitudine e sulle funzioni cognitive degli anziani. All’esperimento hanno partecipato quasi 150 anziani. E l’analisi preliminare dei dati ha rivelato che chi ha utilizzato lo smartphone per 2 mesi (la durata dell’esperimento) non ha riportato miglioramenti significativamente diversi da coloro che sono stati impegnati in attività di socializzazione tradizionali.

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