Veneto da scoprire: l’abbazia di Follina

Non solo Venezia o Cortina. Il Veneto “nasconde” una vastissima quantità di luoghi che spesso uniscono la maestosità e il fascino del paesaggio naturale alle bellezze artistiche e architettonica, racchiudendo in sé secoli di storia e cultura. L’abbazia di Follina (Treviso) è sicuramente uno di questi.

La storia

Viene menzionata per la prima volta nel 1127, quando l’abate Bernardo di Follina la vendette ad un certo Arpone. Apparteneva probabilmente ai monaci benedettini di San Fermo (Verona). In seguito passò all’ordine dei cistercensi, ma non è ancora chiaro quando. Tra il 1305 e il 1335 fu ampliata e trasformata in basilica. Nel 1388 passò alla Serenissima. Nel 1448 fu soppressa e ridotta a commenda. Nel 1573 fu affidata ai camaldolesi. Nel 1819 fu eretta a parrocchia e poi il monastero fu ceduto alla parrocchia dai conti Gera di Conegliano. Dal 1915 vi risiedono  i Servi di Maria. Durante la Grande Guerra fu gravemente danneggiata dai bombardamenti e poi restaurata nel 1919. Nel 1921 fu dichiarata chiesa minore. Dal 2015 raccoglie i resti di Anacleto Milani.

Architettura e chiostro

La facciata è un tipico esempio di gotico cistercense, uno dei migliori in Veneto. All’interno si trovano l’affresco di Francesco da Milano raffigurante una Madonna col Bambino tra due santi e committente (1527), un Crocifisso ligneo di età barocca, l’affresco dell’inizio del XV secolo, assai deteriorato, con San Tommaso d’Aquino e una statua di arenaria della Madonna. Su quest’ultima aleggia una leggenda secondo cui i monaci l’avrebbero trovata sul colle. DI notevole interesse anche il chiostro e il chiostrino. Attualmente l’abbazia è visitabile.

(Ph. Amidavegre – Wikipedia)