Cultura, l’isola felice di Padova: «Mecenati e mostre, la pazienza paga»

Bilancio di metà mandato dell’assessore Colasio: «Guadagniamo più di quel che investiamo». Prossimi obiettivi: Unesco, Van Gogh e statue tutte finanziate a Prato della Valle

Dice che la pazienza è il suo «tallone d’Achille» ma, a scorrere quanto fatto in oltre un decennio di lavoro a Palazzo Moroni (esclusa la parentesi leghista di Bitonci), fra sindaci ed equilibri politici diversi nel centrosinistra, l’assessore alla Cultura di Padova, Andrea Colasio, di pazienza deve possederne una riserva non comune. Con Flavio Zanonato prima e con Sergio Giordani adesso, l’ex parlamentare si è concentrato, fra le altre cose, per riconsegnare a padovani e turisti il Castello Carrarese, fatto costruire da Ezzelino III da Romano nel XIII secolo, che era stato abbandonato a sé stesso. Avviati alcuni mesi fa i lavori di restauro da 15 milioni i euro, tra un paio d’anni diventerà polo cittadino del design contemporaneo, ospitando nei suoi 10mila metri quadrati espositivi la prestigiosa Collezione Bortolussi, donazione temporanea della famiglia del compianto ex presidente della Cgia di Mestre (nonché avversario di Luca Zaia nel 2010). «Un progetto nato vent’anni fa, a cui tengo moltissimo – sottolinea Colasio –  A Padova manca un luogo per ospitare l’arte contemporanea ed il design e tra poco lo avrà. Ancora un po’ di pazienza».

Unesco e Van Gogh

E un po’ di pazienza (ma meno) ci vorrà anche per vedere la città e il ciclo pittorico del ‘300 diventare patrimonio Unesco. Dopo le ultime adempienze richieste dal Comitato per febbraio, a luglio l’appuntamento è in Cina per la cerimonia ufficiale. L’assessore è ovviamente prudente ma al raggiungimento del traguardo sembra mancare solo l’ufficialità. «Con questo riconoscimento puntiamo ad aumentare ulteriormente gli arrivi in città, già cresciuti negli ultimi 10 anni del 118% – spiega – Un dato frutto di una lunga opera di riqualificazione dell’offerta culturale fatta di eventi di prestigio, come la prossima mostra di Van Gogh con 75 opere, organizzata da Linea d’Ombra per i suoi 20 anni di attività, e del progressivo restauro del patrimonio artistico ed architettonico».

Mecenati e Art bonus

L’asso nella manica di Colasio è stato l’Art bonus, istituito dal ministro Dario Franceschini (Pd) nel 2014. Si tratta di un credito di imposta del 65% per i cittadini e le imprese che decidono di diventare mecenati, partecipando alla riqualificazione del patrimonio artistico. L’iniziativa lanciata dall’assessore padovano è stata “Adotta una statua di Prato della Valle” e in una ventina di mesi sono circa 30 le persone che hanno contribuito al restauro di 65 statue su 78, per un totale di quasi 90mila euro: «L’identikit dei mecenati è assai variegato: si tratta di aziende legate al territorio, famiglie che hanno un avo raffigurato, persone legate a una statua in particolare ma anche cittadini che vogliono “semplicemente” contribuire alla bellezza del luogo. C’è chi ha donato 50mila, chi qualche decina di euro. E a tutti è andato il mio grazie personale e a nome della città – racconta – Contiamo di finire le statue ed è possibile utilizzare l’Art bonus anche per altri monumenti, lo stesso Castello Carrarese e la Torre bianca del Comune, inseriti nella lista compilata in accordo con il ministero e l’Agenzia delle entrate».

Schei e pazienza

Tanta «dannazione», come chiama la fatica smazzata finora, ma anche soddisfazione a bilancio: «E’ più quello che guadagniamo di quello che investiamo: l’anno scorso circa 4 milioni e mezzo tra musei e tassa di soggiorno. E non dimentichiamo l’indotto, grazie all’aumento della permanenza media, arrivata a quasi 2 giornate. Padova è geocentrica nel Nordest: chi fa base qui arriva in fretta a Venezia, alle terme, ma anche a Vicenza e a Verona». E conclude: «Pazienza ripagata? Non lo so… L’inefficienza di alcuni protagonisti del panorama dei beni culturali mette a dura prova. Non dovrebbe essere un’attività per improvvisati del settore». Parola di chi 25 anni fa era già Assessore alla Cultura della Provincia.

(Ph Facebook Andrea Colasio)