Riprendiamoci le Stelle. Ricordando come nacque il Movimento

La debolezza strutturale venuta a galla nell’ultimo anno viene da lontano. Dalle origini organizzative. Che hanno molto a che fare con il Veneto

L’ennesima saga dell’ipocrisia deflagrata a seguito dell’espulsione di Gianluigi Paragone dal Movimento 5 Stelle ci permette di fare, mi si perdoni il gioco di parole, il paragone tra la posizione del M5S e quella del cacciato eccellente. Candidarsi e accettare la candidatura nel M5S e poi piagnucolare perché il partito usa metodi autoritari è come credere nella verginità di una pornostar. Cari espulsi, ma davvero credevate che Matrix a 5 stelle fosse l’espressione di un’iniziativa democratica? Paragone & C. però hanno la possibilità di uscire dallo stallo ipocrita in cui si trovano, recuperando il principio “uno vale uno” attraverso il meccanismo del “dimission day”, un’idea abbozzata nell’originario progetto organizzativo del movimento che andava in direzione opposta (democratica) a quella impressa dai fondatori.

Per comprenderlo è utile conoscere la storia della nascita del nome 5 Stelle, che – come tutti sanno dentro il movimento – non è un idea di Grillo e Casaleggio ma di alcuni attivisti della prima ora, che per comodità indicheremo come i “probiotici a 5 Stelle”. «Siete troppo avanti», disse Grillo nell’ottobre 2008 a un gruppo di grillini. Allora non avevamo sufficienti elementi per comprendere che non eravamo troppo avanti, eravamo probiotici a 5 stelle incompatibili con il progetto “Matrix” di Casaleggio & C., in quell’occasione alcuni lo percepirono ma non lo compresero, commettendo l’errore madornale di chiedere a Grillo chi fosse Casaleggio. La coerenza con il principio “uno vale uno” ci farà scoprire, sedici mesi dopo, la verità e uscire dal Matrix di Casaleggio, diventato nel frattempo Matrix a 5 Stelle. Va precisato che Grillo era stato informato che un gruppo di attivisti aveva predisposto un progetto organizzativo per il movimento, un piano che avrebbe dovuto essere presentato allo spettacolo che poi si tenne a Treviso. Strano, ma improvvisamente la presentazione del progetto venne annullata.

Cosa avevano proposto a Grillo gli attivisti 5 stelle originari? La proposta presentata a Grillo quell’ottobre 2008 si chiamava “Coordinamento Italia a 5 Stelle”, e consisteva in una struttura non verticistica di organizzazione. Un esperimento partito nel giugno del 2008 a Ostia per iniziativa di un gruppo di grillini che avevano partecipato alla prima esperienza delle elezioni amministrative. Come nacque il nome Coordinamento Italia a 5 Stelle? L’uso del nome 5 Stelle venne utilizzato per la prima volta come denominazione della lista civica grillina di Vicenza nel 2008. La lista si chiamava Lista Civica Comune a Cinque Stelle By Amici di Beppe Grillo. L’idea di chiamare la lista civica Comune a 5 stelle era nata prendendo spunto dalla prima edizione del “Premio Comuni a 5 stelle” dell’associazione Comuni Virtuosi, che utilizzerà la denominazione premio a 5 stelle fino all’edizione del 2012.

Infatti, era nel programma amministrativo della lista l’adesione al disciplinare dell’associazione Comuni Virtuosi: ogni stella rappresentava un obiettivo, “gestione del territorio”, “impronta ecologica”, “gestione rifiuti”, “mobilità sostenibile”, “nuovi stili di vita”. La lista non riuscì ad entrare in consiglio comunale anche per la concomitante lista “No Dal Molin”. Proprio la mancata unione delle due liste, entrambe contrarie alla base, allora mi offrì lo spunto per una prima riflessione critica sul movimento. Una sera, in uno degli interminabili confronti che avevo sotto le stelle di Vicenza con l’amico Olol Jackson, commentavamo con rammarico la mancata presentazione di una lista comune. Purtroppo la regola dell’assenza di reati e procedimenti penali per ottenere la certificazione di Grillo impedì l’unione delle liste. Mi resi conto più di dieci anni fa che la rigida regola del “certificato penale in bianco” doveva essere approfondita, perché è diverso essere condannati per aver rubato, o essere indagati per aver difeso il territorio. Come sempre i pettini vengono al nodo, e l’attuale uso disinvolto della regola è la riprova che le regole di Matrix a 5 stelle sono algoritmi scritti sul ghiaccio. Grillo aveva torto: non eravamo troppo avanti, eravamo oltre.

Come si passò dal nome “Lista Civica Comune a Cinque Stelle By Amici di Beppe Grillo” alla nascita del nome e del simbolo “Movimento 5 Stelle”? Per comprenderlo è necessario recuperare alcuni frammenti del fu Movimento Amici di Beppe Grillo. Le liste civiche del 2008 sono state la naturale conseguenza dell’operazione “Fiato sul collo” lanciata da Beppe. L’esperienza alle elezioni amministrative consolidò un’esigenza diffusa tra i molti meet up, quella di avere un coordinamento sia per la promozione delle liste che per le attività su temi specifici, rifiuti, acqua pubblica, ecc. In quel periodo partirono molte iniziative, una di queste si concretizzò in due riunioni tenute alla fine di giugno, una a Roma e una a Vicenza. A Roma venne fatta per la prima volta a livello nazionale la proposta di un coordinamento denominato Italia a 5 Stelle, mentre a Vicenza si riunirono le tre liste civiche che si erano presentate in Veneto, quella di Treviso, di Villafranca e Vicenza, dove venne fatta la proposta del Coordinamento Veneto a 5 Stelle.

Nacquero due meet up, uno nazionale Italia a 5 Stelle e uno regionale Veneto a 5 Stelle. Il confronto sia sui meet up che in riunioni e incontri svolti di persona personalmente, generò delle proposte organizzative da presentare a Grillo. Come detto l’occasione era lo spettacolo che Grillo avrebbe tenuto in ottobre del 2008 a Treviso per festeggiare l’elezione del primo consigliere grillino. Come ho anticipato Grillo era a conoscenza dell’iniziativa, infatti a settembre Davide, la persona che curava i rapporti tra il Coordinamento e lo staff di Grillo, inviava una mail a Filippo dello staff di Grillo, dove annunciava che durante lo spettacolo sarebbero stati presentati: il coordinamento regionale Veneto a 5 Stelle(MU205), e il coordinamento nazionale Italia a 5 Stelle (MU823), e avremo comunicato il nome degli ospiti. Purtroppo il giorno prima dello spettacolo lo staff comunicò che non ci sarebbe stata la presentazione del progetto 5 Stelle, ma che avremmo avuto un incontro con Grillo il giorno dopo. Fu in quell’occasione che Grillo ci disse che eravamo troppo avanti, e propose di rivederci a gennaio e preparargli per l’occasione una proposta più strutturata.

A novembre 2008 il coordinamento nazionale Italia a 5 Stelle si riunì a Pescara ed elaborò una proposta denominata Manifesto Italia a 5 Stelle. Le persone che avevano i contatti con lo staff di grillo mi dissero che il documento venne trasmesso, però l’incontro che Grillo ci aveva promesso non si fece. Non ho l’evidenza che il progetto Italia a 5 Stelle sia pervenuto a Grillo, ma lo stretto lasso di tempo tra l’incontro di Treviso, fine ottobre 2008, l’incontro di Pescara, novembre 2008, e la presentazione l’8 marzo 2009 della Carta di Firenze con la presentazione del logo e dei 12 punti di un Comune a Cinque Stelle, qualche sospetto sull’origine del nome e sull’origine dei punti lo lascia. Lo stesso Grillo nel video di presentazione della carta di Firenze del 2009, al minuto 2,43 dichiara che l’idea l’ha presa dagli attivisti.

In ogni caso i protagonisti dell’incontro di ottobre 2008 a Treviso furono sorpresi quando venne presentata la Carta di Firenze e per la prima volta il logo contenente le 5 stelle. Come è noto, alla Carta di Firenze seguì sei mesi dopo la presentazione del Movimento 5 Stelle. Il Non Statuto è stata una geniale intuizione che teneva assieme l’anima anarchico-movimentista con il concetto decisionale del non-capo nella figura del blog e dei fondatori, un’entità direzionale astratta di centralismo autoritario che impedirà al Movimento di fare la fine inconcludente dei girotondini, Occupy Wall Street, ecc. L’organizzazione digitale prese il sopravvento sull’iniziativa orizzontale analogica e territoriale, attenuando quel legame territoriale elemento fondamentale e fondante del progetto Italia a 5 Stelle by amici di beppe Grillo. Il Non Statuto incanalò il M5S da movimento di espressione territoriale a movimento d’opinione, conseguendo un indubbio successo elettorale, ma iniziando il percorso verso quella debolezza intrinseca evidente oggi nel rapporto di governo/opposizione, prima con la Lega, oggi con Zingaretti e Renzi.

Lo scopo di questo chiarimento storico non è quello di contestare la titolarità del marchio 5 Stelle, sarebbe puerile: gli unici ad essere titolati a rivendicarne l’uso sono i fondatori dell’Associazione Comuni Virtuosi, ma nessuno prima del Meet up n. 3 di Vicenza e dei gruppi di lavoro Italia a 5 Stelle e Veneto a 5 Stelle può rivendicare la paternità morale del nome 5 Stelle all’interno del movimento Matrix a 5 stelle. Nemmeno Grillo, e neanche Casaleggio. (continua)

(ph: Twitter Beppe Grillo)