«Blocchi antismog, equiparati Suv e Citycar. Zaia sospenda bollo auto»

Provocatoria proposta di Benini, capogruppo del Pd a Verona, che se la prende anche con le (non) misure della giunta Sboarina

«Amministrazione comunale e Regione Veneto hanno deciso di scaricare l’intero problema dell’inquinamento sulle spalle dei cittadini. A parte le giornate ecologiche, la cui efficacia è tuttavia trascurabile, la giunta comunale infatti non ha messo in campo nessuna politica strutturale tesa a prevenire i picchi di polveri sottili».

Così Federico Benini, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Verona di fronte alla possibilità di un blocco del traffico per contrastare il livello di PM10. «Di questa mancanza continuano a fare le spese quei veronesi che, per vari motivi, non hanno l’opportunità di acquistare veicoli con motorizzazioni meno inquinanti, e che pertanto restano quindi impigliati nella selva di divieti riguardanti la circolazione degli euro 3 e 4 diesel e degli euro 2 e 3 a benzina. Oltre che iniqua, questa misura è anche discutibile sul piano dell’efficacia perché, anche a parità di omologazione antinquinamento, mette sullo stesso piano motorizzazioni che per consumi e, quindi capacità di inquinamento, sono assai diverse: si pensi ad esempio ai Suv in confronto a delle piccole city car».

La proposta dei democratici è diversa: «Tratteremmo il problema in maniera più organica, innanzitutto coinvolgendo tutte le aziende pubbliche che nella loro mission hanno la sostenibilità ambientale. In luogo di spendere i soldi delle bollette dei veronesi in sponsorizzazioni a pioggia, aziende come Agms e Amia dovrebbero avviare serie campagne di sensibilizzazione contro lo spreco energetico contribuendo a limitare i consumi delle abitazioni e la produzione di rifiuti».

Conclusione e provocazione: «Prima di introdurre dei divieti alla circolazione sui mezzi privati occorre predisporre adeguate alternative a partire da un servizio di trasporto pubblico più capillare e da una rete di ciclabili più sicura e pratica. Di fronte al bisogno, i divieti privi di alternative sono infatti destinati a lasciare il tempo che trovano. Su questo punto sfidiamo anche la Regione: se è convinta che le auto non debbano circolare, perché non riconosce il disagio arrecato ai cittadini costretti a lasciare la macchina in garage esentandoli dal pagamento del bollo auto?»