Hellas, rincorsa all’Europa grazie all’allievo di Gasperini

Giornata no in C per Vicenza, Padova e Arzichiampo. La Virtus Verona salvata da un infortunio dell’arbitro

L’Hellas chiude alla grande il girone di Andata: vittoria in rimonta sul Genoa, 8° posto in classifica, -4 dalla zona Europa League. Un gran bel bilancio di mid season. Ma c’è dell’altro, perchè Ivan Juric è riuscito anche a lanciare dei giovani molto interessanti: il difensore centrale Marash Kumbulla, italo-albanese di 22 anni, prodotto del Settore Giovanile, che ha esordito quest’anno in Serie A ed è già titolare. Interessa a molte squadre italiane (soprattutto all’Inter) ma ha mercato anche il Premier League e in BundesLiga. Un altro prospetto che si sta facendo apprezzare è Matteo Pessina, trequartista anche lui classe 1997, formato dall’inesauribile vivaio dell’Atalanta, già Under 21.

L’allenatore di Spalato sta pure facendo rendere al meglio giocatori non più giovanissimi, come i due ex-Genoa Miguel Veloso (regista, 33 anni) e Darko Lazović (29, esterno sinistro), il difensore Amir Rrahmani (26) e il mediano Sofyan Amrabat (26), entrambi scoperti all’estero dal ds Tony D’Amico e con molte richieste nel calciomercato di gennaio.

Per completare l’agiografia di Juric -che è, giusto ricordarlo, un allievo di Gasperini e si vede da come gioca il suo Hellas– bisogna riconoscergli di essere riuscito a ovviare alla mancanza in organico di un attaccante da doppia cifra con un modulo che prevede una prima linea composta da tre trequartisti (uno dei quali è un falso nueve) che, oltre a tentare il tiro, aprono varchi e dettano assist ai centrocampisti e ai difensori che arrivano a rimorchio in area. E quando questa tattica non basta per scardinare le difese avversarie, Juric ricorre alle punte di ruolo che ha, ma non più di una alla volta: il sempreverde Pazzini, il rigenerato Di Carmine e l’ex-Chievo Stepinski. Che, seppur con il contagocce, il loro gol lo fanno quasi sempre.

Contro il Genoa al Bentegodi l’Hellas gioca un grande match, fotocopia di quello di sette giorni prima a Ferrara. Supremazia in tutti i settori, squadra compatta e mobilissima, rischi zero. O quasi. Sì, perché leggendo il tabellino al 45’ si scopre un 1-0 a favore degli ospiti che sembrerebbe contraddire tutta ‘sta supremazia. Invece le cose sono andate così: il Genoa crea una sola occasione in tutto il primo tempo e la sfrutta. Ripresa furiosa dell’Hellas che, in 10’, prima pareggia su rigore e poi raddoppia incamerando i tre punti.

In riva all’Adige qualcuno comincia già a sognare l’Europa guardando la classifica e ricordando che c’è anche una partita da recuperare (ma a Roma con la Lazio). La squadra fa sperare, il calciomercato non si sa visto che si parla più di cessioni che di acquisti.

È ripartita la Serie C e la seconda giornata di Ritorno (la prima è stata rinviata per lo sciopero delle società) non è proprio stata memorabile per tre delle quattro venete che rastrellano appena un punto. Da parte sua la Virtus Verona evita una probabile sconfitta in casa perché, a un quarto d’ora dal termine, la partita è sospesa per un infortunio occorso all’arbitro.

Restano delusi i tifosi del Vicenza capolista che speravano che i biancorossi ripartissero come avevano finito e cioè con una vittoria in casa della Fermana. Invece il settimo sigillo consecutivo non arriva e si devono accontentare di uno 0-0 (il secondo stagionale) che non incrementa il distacco dal Carpi (secondo in classifica e domenica prossima in campo al Menti) che, a sua volta, pareggia in casa con il SudTirol.

La squadra allenata da Mimmo Di Carlo non incanta nelle Marche. I difensori esterni spingono poco, il centrocampo non è lucido, attacco non pervenuto.  Forse una delle peggiori partite di quest’anno e quindi le domande sono due: è stata una di quelle tipiche giornate storte che capitano dopo una pausa? Serve un aiutino dal calciomercato?

Sarebbe stato meglio arrivare al match-cardine contro il Carpi con un vantaggio maggiore dei 4 punti attuali, che comunque non sono pochi, e giocarsela senza troppe ansie di ritrovarsi il fiato dell’inseguitore sul collo.

Il Padova ha cominciato molto molto peggio perché ha perso (2-1) a Fano. Seconda sconfitta consecutiva dopo quella pre sosta a Reggio Emilia e un altro passetto all’ingiù in classifica: 5° posto, peggior piazzamento stagionale. Sasà Sullo può utilizzare dall’inizio i due nuovi Hallfredsson e Nicastro e manda in campo anche la terza new entry, il bomber Litteri, solo a 20’ dal termine. La svolta è rimandata per i biancoscudati, forse serve tempo per integrare vecchi e nuovi.

Per l’Arzichiampo seconda sconfitta consecutiva al Menti e ancora con lo stesso risultato (0-1). Non ci voleva perché i tre punti se li porta via la maglia nera Imolese e potrebbero pesare tanto per la salvezza. Anche per la squadra allenata da Alberto Colombo è il momento di cambiare ritmo, sennò il girone di Ritorno rischia di essere un calvario. I dati infatti sono davvero preoccupanti: nessuna vittoria in casa, dove i gol segnati sono appena 4, e comunque il bottino totale è di 13 in tutto, il peggiore del girone. Quale sia il gap da colmare è evidente, ma è difficile trovare un buon attaccante senza un budget adeguato.

(Ph. Hellas)